Val di Susa. Il movimento No Tav accusa le forze dell’ordine “Non avremo mai voluto vedere la Polizia in tenuta antisommossa entrare nelle case a stanare i NoTav, o dentro locali pubblici, o nelle strade della Val Susa, in perfetto stile Argentina o Cile. Eppure è così”. Un accusa pesante dopo una giornata di duri scontri. Facciamo un riassunto degli ultimi giorni in Val Susa: martedì 28 febbraio dovevano essere effettuati gli espropri per l’allargamento dei terreni dove dovrebbe sorgere la linea ferroviaria ad  alta velocità. Luca Abbà, ragazzo di 37 anni, leader storico del movimento No Tav e proprietario di un terreno soggetto a esproprio, sale su un traliccio evitando i cordoni di Polizia. Viene inseguito e minaccia di appendersi ai fili dell’alta tensione se l’inseguimento sul traliccio non si ferma. I rocciatori sono pronti a salire, Abbà tocca un cavo e precipita per dieci metri. Elisoccorso, verrà trasportato a Torino. Le sue condizioni sono gravissime. Esplode la protesta dei No Tav. Decine di città italiane vedono blocchi nelle piazze e nelle stazioni ferroviarie. L’intera Val Susa è in scacco. Migliaia di poliziotti antisommossa vengono inviati a dare rinforzo. Ma il movimento No Tav continua a bloccare le autostrade, nonostante la Polizia faccia uso del lacrimogeno al CS, vietato dalla legge. Idranti e ruspe della Polizia fanno il resto. Sgomberi delle autostrade ma ogni volta il Movimento si ricompatta. Furgoni privati dove si nascondono i militari della Digos in borghese con il compito di sequestrare macchine fotografiche e telecamere anche ai giornalisti. Gli scontri sono continuati per tutta la giornata di mercoledì 29 e anche nella notte. I testimoni raccontano di inseguimenti uomo per uomo e rastrellamenti nelle case dopo lancio di lacrimogeni sulle case stesse. Secondo il movimento ormai in Val di Susa si è di fronte ad una vera e propria emergenza democratica. Ma la di là dei proclami ciò che è certo è che anche in Val di usa emerge una debolezza della politica. Tutti affermano che i lavori devono proseguire, ma che occorre dialogo. Un dialogo che è sempre stato a senso unico e che no ha mai ascoltato le rivendicazioni degli abitanti della Val di Susa, tanti che molti sindaci si sono schierati con il movimento. Lo stesso Partito democratico, pur favorevole ai lavori, si trova in difficoltà per l’incapacità di conciliare posizioni diversificate al suo interno, dall’avanti tutta di Fassino ai no di molti militanti e amministratori locali.  
Intanto le condizioni di Luca Abbà sono stazionarie, in coma pilotato. Sembra tuttavia che nelle ultime ore si sia notato un movimento delle gambe, fatto che porterebbe a sperare per il meglio. I medici tenteranno a fine settimana di svegliarlo per capire le condizioni neurologiche. La Val di Sua sarà protagonista nei talk show televisivi, questa sera diretta su “Servizio Pubblico” di Michele Santoro, venerdì 2 marzo su Rai 2 alle 23.30, lunedì 5 marzo su LA7.