Caro direttore,
l’improvvisa, inaspettata morte di Lucio Dalla, mi ha scosso profondamente e concordo con tutti coloro che l’hanno definito un “Grande”! Alcuni testi di sue canzoni – indipendentemente dalla musica – sono analisi, accuse, critiche a chi ci governa… a chi condiziona le nostre vite. Quando poesia, satira, musica e saggezza si fondono in un’unica espressione comprensibile al cuore di tutti, si è di fronte alla massima espressione artistica umanamente possibile.
Lui, piccolo e brutto uomo – ha detto lui stesso di aver impiegato alcuni decenni per trovare il giusto rapporto fra lui e lo specchio – sarà ricordato lungamente per quanto ci ha lasciato.
Chi truffa, prende bustarelle, spende tutta la vita a sfruttare, accumulare, sarà dimenticato il giorno dopo la morte… se non prima! Molti dicono che sono sempre i migliori che se ne vanno: non è che gli altri muoiano di meno… il fatto è che non se ne accorge nessuno perché nessuno ne sente la mancanza!
Quando viene a mancare un “grande”, se ne accorgono tutti e si ha l’impressione che solo i grandi possano morire!
I personaggi “fasulli”, possono anche non morire… avendo dentro il nulla, semplicemente, prima o poi, svaniscono nel nulla anche da vivi! Solo i Grandi, anche dopo la morte, restano con noi!
(Gian Franco Bonanni)