Otto ore di sciopero indette dalla Fiom-Cgil per il 9 marzo con manifestazione a Roma, aperta agli studenti ai precari, ai migranti e a tutti coloro che in questi mesi si sono mobilitati in tutta Italia per i beni comuni. “E’ inaccettabile la scelta illegittima di Federmeccanica di rinnegare i contenuti del Contratto nazionale del 2008 – si legge nel comunicato della Fiom -, firmato da tutti i sindacati e votato con referendum dai lavoratori, e di togliere le libertà e i diritti sindacali alla Fiom. E’ inaccettabile la scelta della Fiat, in aperto contrasto con la Costituzione Italiana, di cancellare il contratto nazionale, la contrattazione collettiva, peggiorare le condizioni di lavoro e ledere le libertà sindacali escludendo la Fiom dai propri stabilimenti”. Da qui la protesta dei metalmeccanici della Cgil che chiedono anche la “cancellazione dell’art. 8 della manovra-bis del governo Berlusconi che consente alle aziende di fare gli accordi con chi ci sta e che impedisce ai lavoratori di potersi organizzare e decidere. C’è bisogno urgente di una legge che garantisca il diritto democratico di validazione dei contratti collettivi e di elezione delle rappresentanze sindacali unitarie”.
Altro punto sul quale si concentra l’iniziativa della Fiom è la manovra varata dal Governo Monti “per il suo carattere recessivo, l’allungamento dell’età pensionabile, per la cancellazione delle pensioni di anzianità, per un aumento dei prezzi e delle tariffe che riduce al limite il potere di acquisto dei salari e delle pensioni è inaccettabile. Sono altre le misure da prendere per uscire dalla crisi e riportare in equilibrio i conti economici e sociali”.
Infine sull’articolo 18 e sui temi della flessibilità: “E’ per tutti noi inevitabile contrastare le ipotesi di riforma del mercato del lavoro tese ad aumentare la flessibilità mentre ci sarebbe bisogno di una estensione dell’art.18 e delle tutele anche per le aziende di piccole dimensioni. E’ necessario ampliare l’utilizzo dei contratti di solidarietà per impedire i licenziamenti, per ridistribuire il lavoro e non è certo necessario ridurre la durata degli ammortizzatori sociali”.
L’appuntamento a Roma è alle 9,30 in piazza Esedra dove partirà il corteo che si dirigerà verso Piazza San Giovanni. In arrivo oltre 500 pullman e due treni speciali. Tra le adesioni segnaliamo quelle di Anpi, Arci, Emergency, Libera, Andrea Camilleri Dario Fo, FRanca Rame, Margherita Hack.