Vienna. Durante il convegno annuale della commissione delle Nazioni Unite sulle droghe narcotiche al Vienna International Center, dal 9 al 16 marzo 2012 si svolgerà un “Festival per la pace alle droghe” (http://www.drugpeacefestival.com/). Si tratta di un incontro spontaneo di persone che, tra altre milioni di persone del mondo, vogliono un profondo cambiamento delle politiche sulle droghe. Quello che contestano a queste politiche è che dovrebbero esser basate non sulla proibizione ma sulla salute pubblica la riduzione del danno, effettuando una analisi costi-benefici e il rispetto dei diritti umani. Gli organizzatori del festival, uniti nella “Coalizione europea di cittadini per politiche giuste ed efficaci sulle droghe” (Encod), ritengono le Nazioni Unite e i governi del mondo responsabili per la miseria quotidiana prodotta dalla guerra contro le droghe in tutto il mondo. “Fin dall'antichità, fin da Adamo ed Eva sappiamo che la proibizione non funziona. La violenza quotidiana nelle società come Messico o Afghanistan, la criminalizzazione di persone che altrimenti rispettano le leggi ,anche la maggior parte del danno sanitario collegato alle droghe non ha nulla a che fare con le droghe stesse, ma con il fatto che esse sono illegali” specificano i portavoce di Encod. Si stanno sviluppando intanto delle alternative a questa politica, come i Cannabis Social Club. In queste coltivazioni si producono delle quantità utili per un collettivo di consumatori di cannabis che non vogliono sostenere delle organizzazioni criminali: “Esse desiderano avere un prodotto garantito, e vogliono facilitare l’accesso ad una pianta che è stata utilizzata per migliaia di anni e che non ha mai ucciso nessuno”. I Cannabis Social Club stanno operando in Spagna e in Belgio e sono in preparazione in molti altri paesi. Il messaggio di Encod alle Nazioni Unite è quindi di rivedere le politiche, aprendo alle proposte dei cittadini che sono coinvolti nel fenomeno delle droghe e che sanno lavorando per migliorare la situazione. (Elvis Angioli).