Da pochi mesi è partito uno dei più ambiziosi progetti europei per salvaguardare la qualità della vita all’interno delle nostre città. Il progetto prende il nome di Smart City e intende disegnare il futuro della città mettendo a sistema tutti gli interventi necessari a migliorare la sostenibilità e la vivibilità delle aree urbane. Riguarda pertanto la mobilità, le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, le reti urbane, la partecipazione pubblica e tutto quello che direttamente o indirettamente può avere degli effetti sul vivere urbano. Una sfida politica e tecnologica, europea e locale.
La sfida è molto ambiziosa e l’Unione Europea appare molto determinata nel vincerla. Ha infatti individuato il progetto Smart City come una delle sette priorità di investimento per il periodo 2013-2020, prevedendo un investimento complessivo di oltre 11 miliardi di euro. Di questi fondi, oltre 1 miliardo saranno destinati all’Italia. Un’opportunità unica per i Comuni, soprattutto in un periodo di crisi economica come quello attuale.
Tutto dovrà partire dai Comuni. Saranno loro infatti a dover individuare le principali problematiche della città e avviare dei tavoli tecnici di discussione con istituti di ricerca e imprese specializzate in soluzioni per la sostenibilità e la migliore gestione delle aree urbane. Solo a tavoli di discussione avviati sarà possibile accedere ai cospicui finanziamenti europei. Tutto quindi è in mano all’intraprendenza delle pubbliche amministrazioni locali. Sono molte quelle europee che hanno già intrapreso questo percorso e sono sempre di più le città italiane che si stanno impegnando con forza e decisione. Capofila italiana la città di Torino.
Smart city, città intelligente. Come può una città diventare intelligente? La risposta è piuttosto semplice. Se possiede un “cervello” centrale in grado di raccogliere ed elaborare la moltitudine di informazioni che possono essere raccolte nelle varie parti della città. Uno degli esempi più noti è quello dell’illuminazione pubblica. Pali della luce intelligenti in grado di rilevare l’avvicinarsi di macchine e persone e di restare accesi solo quando servono, con risparmi di elettricità molto ingenti. O ancora nuovi sistemi di raccolta dei rifiuti in grado di aumentare la quota di rifiuti che viene differenziata. E decine di altri esempi piccoli e grandi, tutti uniti dal fatto che disponendo di maggiori informazioni e di una loro elaborazione, è possibile gestire la città in modo più efficiente, con meno sprechi e salvaguardando la qualità della vita di tutti noi. L’Unione Europea ha lanciato la sfida e ha messo a disposizione tutte le risorse economiche per affrontarla. A noi il dovere di cogliere la sfida.
(Denis Grasso)