“A Imola gli asili nido costano troppo”. Questa la conclusione alla quale è giunto il Movimento 5 Stelle.
Nessuno mette in dubbio al qualità del servizio, come hanno a più riprese sottolineato l'assessore alla Scuola e il responsabile del settore, ma “sono sempre meno i genitori che possono permettersi di mandarci i propri figli”.
Così i “grillini” hanno fatto un po’ di conti: “Il servizio ha un costo di 400 euro mensili con orario fino alle 16.30. Naturalmente, chi svolge un normale lavoro giornaliero, non è libero prima di quell'ora per andare a prendere il figlio. Quindi, chi non può contare sui nonni, deve iscrivere il proprio bambino al prolungamento scolastico che costa altre 80 euro mensili e i bambini possono rimanere all'asilo fino alle ore 18. Il costo totale dell'asilo nido per un solo figlio ammonta così a 480 euro al mese che per molti equivale quasi alla metà del proprio stipendio. Per non parlare delle famiglie che hanno due figli in tenera età per i quali il costo raddoppia. Un'indagine di Cittadinazattiva rivela che nel 2011 le città più costose sono state  Lecco 537 euro al mese, Belluno con 525, Sondrio con 479 e Bergamo 474, mentre le città meno care sono Catanzaro 80 euro, Vibo Valentia 93 euro, Cagliari 133 e Roma 146  (fonte Cittadinanzattiva – osservatorio Prezzi & tariffe, 2011). Naturalmente il comune di Imola non compare tra le città più costose perché la quota dichiarata è 400 euro mensili e non vengono considerate le 80 euro di prolungamento, altrimenti sarebbe la terza città italiana più costosa”.
Cosa succede allora? Secondo il Movimento 5 Stelle “a sacrificarsi sono sempre le donne che rinunciano al lavoro per stare a casa ad accudire i figli perché il loro stipendio servirebbe solo, nel caso di due figli, a coprire le spese dell'asilo”.
Il comune di Imola, tuttavia, prevede agevolazioni calcolate con il modello Isee che considera  il reddito dei genitori e la situazione patrimoniale della famiglia, “ma per accedere a tali agevolazioni è necessario non avere reddito o reddito bassissimo quasi al limite del puro sostentamento. Situazione estranea ad una normale famiglia imolese con entrambi i genitori che lavorano, che magari stanno pagando le rate del mutuo per la casa e che per questo hanno bisogno di un servizio a tempo pieno che accudisca i figli ad un prezzo ragionevole. Alcuni genitori ammettono che piacerebbe loro iscrivere i propri figli all'asilo perché  qui farebbero un'esperienza positiva, ma non possono permetterselo. Altri ancora rivelano che, anche se lo desidererebbero, non possono permettersi di avere un  terzo figlio perché costa troppo. Una società che non investe sull'infanzia e quindi sul futuro è una società destinata a morire”.