Imola. “Sport: metafora della vita” è il titolo di una serie di quattro appuntamenti durante i quali il giornalista sportivo televisivo Nando Sanvito presenterà della videostorie. Il primo appuntamento sul tema “Storie di sport, storie di vita” avrà luogo giovedì 22 marzo, ore 21, alla sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani.
Le altre affronteranno i seguenti temi: “La forza dell’imprevisto”, “Vinca l’io, perda l’ego”, “Insieme al traguardo”. Il format delle conferenze è televisivo, ma avviene in un contesto teatrale. I 4 incontri propongono complessivamente un percorso di 40 videostorie di uomini di sport o di eventi sportivi, tratti dalle più diverse discipline e da tutte le epoche. Alcune sono vecchie di un secolo ed hanno, perciò, anche un valore documentaristico non secondario.
Ciascuna delle 4 serate raccoglie e propone una decina di videostorie, introdotte e commentate da Nando Sanvito. Il  denominatore comune di queste storie è lo sport come “metafora della vita”. Vengono, cioè, fatte emergere le dinamiche interne ad un evento sportivo, mostrando come esse siano le stesse della vita di tutti i giorni. Si ragiona di sport e ci si trova a riflettere sulla vocazione umana, su elementi, motivazioni, dinamiche del quotidiano, sulla sfida della vita. Le videostorie sono fruibili su uno schermo gigante e raccolte su un Dvd artigianale non in commercio.
Ogni serata dura 90 minuti, compreso l’eventuale dialogo con il pubblico.
La prima conferenza è nata nel 2004 e da allora Sanvito è stato in oltre 150 città italiane, Svizzera, Spagna, Croazia, invitato da polisportive, centri culturali, pro-loco, scuole, oratori, aziende, banche, club, associazioni, carceri, comunità di recupero, campus estivi, corsi di aggiornamento professionali, università.

Nando Sanvito è un giornalista che dal 1988 lavora nella redazione sportiva delle Reti televisive Mediaset. Laureato con lode in Lettere moderne all’Università statale di Milano con una tesi sulla storiografia spagnola durante il periodo franchista, ha cominciato quasi per caso la sua traiettoria professionale, quando a Madrid si è trovato coinvolto nel 1981 in un colpo di Stato militare e in quell’occasione ha cominciato a inviare i suoi reportage ai giornali italiani, che a quell’epoca non avevano corrispondenti nella capitale spagnola. Dopo aver lavorato per la carta stampata (a “Il Giornale” di Indro Montanelli e poi al suo rientro in Italia al settimanale “Il Sabato”), si è dedicato alla televisione in Fininvest cominciando da Telecapodistria approdando poi alle Reti televisive Mediaset, dove si occupa soprattutto di calcio in programmi quali “Controcampo”, “Studio Sport” e negli eventi proposti sul Digitale terrestre di Mediaset Premium. Ha seguito come inviato Europei e Mondiali di calcio. E’ collaboratore anche di giornali, radio e testate on line sia in Italia che all’estero. Negli ultimi anni si sta dedicando a un lavoro educativo in scuole, università, polisportive, oratori, centri culturali, aziende, raccontando, con supporto di materiale video, storie di sport come metafora della vita.