Imola. La sala stampa dell’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” sarà dedicata ad Ezio Pirazzini. La cerimonia di scoprimento della targa di intitolazione si terrà giovedì 29 marzo, ore 18, nell’ambito delle iniziative in occasione del campionato del mondo Superbike, in programma l’1 aprile. Alla cerimonia, fra gli altri interverranno, insieme alla figlia Gabriella ed ai familiari,  il sindaco di Imola, Daniele Manca, il presidente di Formula Imola, Uberto Selvatico Estense, mons. Tommaso Ghirelli, vescovo di Imola. “Ezio Pirazzini è stato un grande giornalista imolese, che ha contribuito a portare in alto il nome di Imola e del suo autodromo. Per questo ci è sembrato opportuno legare per sempre il suo nome al circuito, e in particolare al luogo dal quale tanti giornalisti come lui raccontano al mondo le imprese sportive e gli eventi che vi si svolgono” dichiara il sindaco di Imola, Daniele Manca, che si è fatto promotore dell’intitolazione.
Unitamente alla targa esterna all’ingresso della sala stampa, all’interno della stessa campeggerà una foto storica di grande valore simbolico per l’autodromo: quella in cui sono ritratti insieme proprio Ezio Pirazzini, Enzo Ferrari e Checco Costa, in occasione della 200 Miglia AGV, nell’aprile del 1978.

Ezio Pirazzini
“Biondo cenere , stravagante, raffinato nei foulard. Viaggiatore, sperimentatore di agi e disagi di ogni paese visitato”, così scrive di lui Enzo Ferrari nel libro “Il Flobert” che il grande Drake ha voluto dedicare a una quarantina di giornalisti e scrittori tra cui Montanelli, Biagi, Bevilacqua, Brera e Prezzolini.  E aggiunge : “Giornalista  e scrittore ha fatto de ‘I giorni del coraggio’ e  a seguire ‘I giorni dell’ira e del dolore’ un’opera omnia motociclistica. Come scrittore non teme concorrenze, prima di leggere il pezzo firmato ‘Ezio Pirazzini’, sono tentato dall’altro, quello siglato ‘e.p’ per leggervi quel tanto che basta per fare un poco di colore e ingentilire lo sfondo. Quando torna al resoconto principale , trovo diligenza, chiarezza, precisione: le qualità del vero cronista”.
Ezio Pirazzini è nato ad Imola dove ha continuato a vivere sempre, girando il mondo. Prima redattore poi inviato speciale de “il Resto del Carlino” , ha collaborato con tutti i più importanti quotidiani e settimanali sportivi italiani.
Tutti i suoi viaggi intorno al mondo, le 5 Olimpiadi vissute dal vivo ( Londra 1948, Helsinki 52, Melbourne 56, Roma 60 e Monaco 72 , quella dell’attentato dei Fedayn cui ha dedicato un libro – reportage) , le migliaia di gare viste con l’occhio del critico  e del commentatore , fin dai circuiti cittadini delle moto per approdare al circus della Formula Uno , le interviste ai più noti personaggi e non soltanto sportivi (alle Universiadi di Mosca riuscì ad intervistare Arafat) gli sono servite per addentrarsi nei più difficili meandri nella narrativa. Con i suoi scritti ha inteso anche raccontare una storia di costume attraverso lo sport. L’enciclopedica “Storia dei motomondiali”, i ritratti  dei più famosi “principi della moto” come Agostini, Lucchinelli, Uncini , per soffermarsi poi sui “Moschettieri del motociclismo” , che culminano in “Addio Campioni”. Dallo sport al racconto, con “Vai campione” del 78 fino all’ultimo “Dal rombo rosso al settembre nero” storia, gioie e dolori di un commesso viaggiatore della carta stampata , omaggio a Ferrari ma autobiografia di se stesso del 1995.
Tanti i riconoscimenti, dal Premio Ussi a “Leader d’opinione 1973”, dal “Severo Boschi” al “Due torri d’oro”, al “Bancarella sport” come finalista . Ha vissuto in prima persona la nascita dell’impianto imolese , cui ha dedicato diverse opere , come“ La 200 miglia d’Imola, Daytona d’Europa” , ma soprattutto nel 1990 “L’autodromo di Ferrari”  storie e personaggi del circuito di Imola. Si può dire abbia vissuto gli anni ruggenti del giornalismo, ruggendo a sua volta: il suo motto “ I mondi finiscono e noi con loro, i libri rimangono per poterli descrivere”.