Ravenna. La Camera di Commercio ha proposto la sottoscrizione di un protocollo d'intesa a livello provinciale per l'anno 2012 per assicurare la liquidità alle imprese creditrici degli Enti locali soggetti al patto di stabilità attraverso la cessione pro soluto dei crediti a favore di banche od intermediari finanziari.
L’accordo trova l'incoraggiamento della Provincia di Ravenna e degli Enti locali e vi hanno aderito, ad oggi, la Cassa di Risparmio di Ravenna, la Federazione Banche di Credito cooperativo Emilia Romagna, Gruppo Intesa Sanpaolo, Banca infrastrutture innovazione e sviluppo (Biis), Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna.
In base all'accordo sottoscritto le imprese della Provincia di Ravenna che otterranno dagli Enti Locali le necessarie certificazioni sui crediti, rilasciate a norma delle vigenti disposizioni di Legge, in merito alla esigibilità, certezza e liquidità e tempi di pagamento, potranno effettuare la cessione ‘pro soluto’ dei crediti in oggetto a favore delle banche o intermediari finanziari aderenti all'accordo alle condizioni in esso determinate. Per ogni singola cessione gli importi dovranno essere di norma superiori a 30.000 euro.
Alle operazioni di cessione del credito verrà applicato dalle Banche aderenti un tasso omnicomprensivo non superiore all’euribor corrispondente alla durata dell’operazione di sconto (o, in alternativa, all’euribor 3 mesi), maggiorato di uno spread non superiore al 3,25%  per anno, calcolato in relazione alla durata effettiva dell’operazione, comprensivo di ogni onere e costo (interessi, commissioni di factoring, spese di istruttoria, ecc.).
Resteranno a carico dell’impresa che ha ceduto il credito le eventuali spese di tenuta conto, che dovranno essere concordate e non potranno in ogni caso eccedere l’importo massimo di 50 euro trimestrali, e le spese relative alla stipula/autentica dell’atto di cessione.
In questo contesto, la Camera di Commercio di Ravenna si auspica che le imprese interessate possano percorrere questo canale che certamente tende a favorire la liquidità in un momento di perdurante crisi economica caratterizzata anche da stretta creditizia.