Ravenna. Continua la mobilitazione della Confesercenti sui temi economici e il quadro che questo sindacato delinea è davvero preoccupante. Le famiglie italiane, il cui reddito disponibile si è complessivamente già ridotto, in termini reali, di oltre 5 punti percentuali in un triennio, si trovano ora pericolosamente esposte alle turbolenze in atto. Gli interventi di politica fiscale e le misure introdotte nelle varie manovre presentate nel corso dell’anno hanno difatti interessato in buona parte, direttamente o indirettamente, anche  i consumi che  hanno cominciato a ridursi già negli ultimi mesi del 2011; per l’anno in corso si prevede una riduzione di circa l’1,4%, che proseguirà anche il prossimo anno, con almeno un -0,5%.
Tutto ciò ha avuto un impatto sul commercio al dettaglio, ovviamente, ed in particolare sulle imprese distributive di minori dimensioni. In realtà, queste ultime sono almeno 4 anni che registrano andamenti negativi del proprio fatturato (-6% tra 2008 e 2011); lo scenario diventa poi fosco se calcoliamo la dinamica delle vendite al netto dell’inflazione dei beni: infatti, in termini reali la perdita ammonta al 14%.  Una ulteriore conseguenza della situazione di crisi che dura dal 2007, riguarda il numero degli esercizi commerciali: negli ultimi quattro anni si registrano oltre 150.000 imprese in meno (saldo tra iscritte e cessate) nei settori commercio e turismo, di cui circa 72.000 nel commercio al dettaglio. Il saldo negativo dei posti di lavoro perduti è di circa 450.000.
Non è diverso il caso nella provincia di Ravenna
E’ per questo che in una lettera aperta Confesercenti ricorda ai sindaci che “una delle condizioni fondamentali di tenuta del nostro assetto territoriale e imprenditoriale, nonostante tutte le difficoltà, nella situazione data, è l’invarianza fiscale e tariffaria”.