Firenzuola (FI). Un no secco all’ipotesi di una centrale idroelettrica sul Santerno arriva da un gruppo di abitanti di Coniale, una frazione a pochi chilometri da Firenzuola. Il progetto è stato presentato da una società privata a nome Contenergi e lo si può trovare sul sito della Provincia di Firenze all'indirizzo. La scadenza delle osservazioni è il 23 aprile 2012.
“Facciamo questo appello perchè il nostro territorio è ormai preso di mira da società che cercano profitto cementificando e aggredendo un ambiente indifeso mentre l'Amministrazione tace e concede assenso. Questa società ha già costruito un impianto pochi chilometri a monte del nuovo sito individuato e lo scempio perpetrato è visibile agli occhi di tutti: il deflusso minimo vitale non è mai rispettato e la scala di risalita per la fauna ittica è perennemente chiusa.Questo significa che un tratto di fiume è morto e c'è già la prossima vittima”.
Il Santerno è ancora balneabile, è sede di nidificazioni di uccelli stanziali e migratori(aironi bianchi e cinerini, garzette e cormorani). Vi è una bellissima macchia appenninica di querce, carpini, noccioli e ginepri. “Non vogliamo diventare un'area industriale. Il Santerno tra l'altro sta subendo una crisi idrica come tutta l'area dell'Alta Toscana. Questi signori non hanno interesse a produrre energia elettrica, ma solo ad entrare nel mercato dei certificati verdi e degli incentivi così da privatizzare i ricavi e socializzare le perdite”.
In merito alla vicenda ecco il commento di Giacomo Buganè che con l’associazione Geolab periodicamente effettua monitoraggi sullo stato dell’acqua del Santerno. “Recentemente abbiamo effettuato l’annuale monitoraggio chimico batteriologico delle acque del Santerno. I dati  analitici saranno disponibili tra una decina di giorni. Possiamo anticipare che  visivamente, la limpidezza dell'acqua dopo Fontanelice denuncia la sofferenza del corpo idrico. Le tre dighe che alimentano le centraline idroelettriche di Borgo, Casalfiumanese e Codrignano spezzano il corso fluviale, non c'è scala di risalita dei pesci (come a Castel del Rio), le cementate sono asciutte in superficie. Nel Santerno non ci sono  salmoni capaci di saltare oltre queste dighe, le griglie impediscono il passaggio dei pesci a valle mentre gli avannotti ed i macroinvertebrati in drift vengono centrifugati dalle turbine. In pochi chilometri il sistema fluviale è frammentato in quattro parti, i popolamenti vegetali e animali sono isolati tra di loro. La continuità biologica e genetica dell'intero sistema lotico  è irrimediabilmente compromessa. Il regime idrico, l'andamento delle temperature che influisce fortemente sull'ossigenazione delle acque, il tasso di erosione e di successiva sedimentazione naturale sono profondamente alterati. Una direttiva della CE ci impone di operare per ricondurre tutti i corpi idrici al secondo livello di qualità entro il 2016 (fra quattro anni). E’ chiaro che opere come quella di Firenzuola vanno nella direzione opposta”.
Informazioni: www.geolab-onlus.orggeolab@geolab-onlus.org