Bologna. “Non siamo falsi invalidi, rispetto per chi soffre di retinite pigmentosa”. L’associazione Rp Emilia Romagna protesta per la trasmissione “L’Arena” di Massimo Giletti andata in onda domenica 1 aprile 2012 su Rai 1, in cui una signora affetta da retinite pigmentosa è stata accostata a casi di falsi invalidi per il solo fatto di attraversare la strada da sola e andare in bicicletta. “Chiediamo rispetto e correttezza, pochi minuti su Rai 1 sono bastati per calpestare anni di lavoro nel tutelare i diritti, gettando discredito sulle persone colpite da retinite pigmentosa” hanno protestato gli esponenti dell'associazione. Mirella Bighi, presidente di Rp Emilia Romagna dichiara “non vogliamo entrare nel merito del caso della signora, di cui è anche aperto un processo, ma già da domenica sera abbiamo iniziato a ricevere numerose chiamate da parte dei nostri soci, che sono indignati per i contenuti e per i toni della trasmissione” La malattia genetica ereditaria in Italia colpisce un cittadino ogni 5000. In Emilia-Romagna l’associazione assiste circa 700 persone. La retinite pigmentosa è una patologia genetica della retina gravemente disabilitante, che ha un forte impatto psicologico e sociale sulla persona, dal momento che è progressiva e può portare fino alla cecità, e in più è ereditaria e può essere trasmessa ai figli o ai nipoti. Unendosi alla protesta della federazione nazionale retina Italia che ha già inviato una richiesta di rettifica e chiarimento al direttore generale della Rai Lorenza Lei e a quello di Rai 1 Mauro Mazza, l’associazione Rp Emilia-Romagna sottolinea la mancanza di conoscenza manifestata da Massimo Giletti circa la natura della patologia. “La trasmissione ha avuto il solo risultato di diffamare le persone con certificata disabilità visiva e di alzare un polverone di cui non sentivamo il bisogno, anche perché facciamo già fatica a far capire a chi ci è vicino come stiamo e come vediamo – conclude Mirella Bighi –. Io stessa vado in bicicletta, ma solo nel breve percorso tra casa e la fermata dell’autobus: lo conosco a memoria, so che è sicuro e senza ostacoli, e vado piano”. (Elvis Angioli)