Imola. Ha preso il via lo scorso 2 aprile la terza edizione del Premio Ipr (Intellectual property right) finalizzato a sostenere i brevetti e l’innovazione delle imprese. L’edizione 2011 dell’iniziativa voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e coordinata da Innovami ha riscosso un ottimo successo, con una crescita significativa rispetto alla prima, a cominciare dalle risorse destinate ai premiati, cresciute di 4 volte, passando dai 18 mila euro della prima edizione a circa 75 mila, con un valore medio di premio salito da 3.000 euro a circa 3.600 euro. Le domande di partecipazione sono state 21 nelle sei sessioni di valutazione da giugno 2010 a dicembre 2011, 14 le idee premiate. Per quanto riguarda la tipologia dei partecipanti alla seconda edizione, il 62% è rappresentato da Pmi, il 23% da persone fisiche, il 15% da grandi imprese. Sul totale dell’importo erogato, il 64% (pari a 48.250 euro) è andato alle Pmi, il 23% (pari 17.500 euro) alle grandi imprese, il 13% (pari a 10mila euro) alle persone fisiche.
La terza edizione potrà contare su uno stanziamento complessivo di 30 mila euro con un valore massimo dei singoli premi erogabili ad imprese o persone fisiche di 10.000 euro.
“Iniziammo a pensare a questo premio nel 2008 grazie ad uno stimolo di Osservatorio Asia – afferma Giuseppe Monducci, presidente del 'Centro sviluppo economico territorio imolese' della Fondazione -. Quello dei brevetti era un mondo sconosciuto, ma grazie al lavoro e all’impegno di Innovami abbiamo capito che era una scelta azzeccata. La crescita del secondo anno e la crisi che stiamo attraversando ci ha spinto a rifinanziare il premio. Non saranno cifre elevatissime, ma è certamente uno stimolo importante per le nostre piccole e medie imprese”.
“Il nostro obiettivo è premiare quelle aziende innovative che nel contesto odierno faticano a trovare risorse”, aggiunge Sergio Santi, presidente della Fondazione.
“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti in questa seconda edizione – dice Paola Perini, coordinatrice di Innovami – perché evidenziano la crescita di questa iniziativa e la dinamicità del territorio al quale il premio si rivolge. I brevetti rappresentano uno strumento fondamentale per lo sviluppo delle imprese in termini di innovazione e competitività sui mercati internazionali. Per questo è nostra intenzione, come centro per l’innovazione, continuare a sostenere le imprese nei loro percorsi di ricerca e di aggiornamento tecnologico e competitivo”.
Il premio vuole favorire  la vocazione al deposito o alla estensione internazionale ed europea del brevetto, finalizzata a una maggiore tutela e competitività anche sui mercati internazionali. Per la nuova edizione si rivolge esclusivamente a quelle invenzioni la cui procedura di brevettazione sia stata avviata dopo il primo luglio 2008 (o sia in corso in tale data). Possono partecipare gli autori di invenzioni e “modelli di utilità”, siano essi persone fisiche o imprese con fatturato non superiore a 50 milioni di euro con residenza nei 19 Comuni di riferimento della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, e cioè Bagnara di Romagna, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Casola Valsenio, Castelbolognese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Castel San Pietro, Conselice, Dozza, Fontanelice, Imola, Lugo, Massalombarda, Medicina, Mordano, Riolo, Sant’Agata e Solarolo.
Non manca una novità, l’allargamento dei potenziali beneficiari anche a quelle aziende che, pur mantenendo il proprio fatturato entro i 50 milioni, sono partecipate da grandi imprese.

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Cos’è Innovami
Innovami è un centro per l’innovazione e incubatore d’impresa promosso dal Con.Ami (Consorzio aziende multiservizi intercomunale, 23 Comuni soci nell’area imolese-romagnola). Ha sede a Imola, nell’area industriale “Cognetex”, in via Selice Provinciale 47. Attivo dal 2005, fa parte della Rete alta tecnologia dell’Emilia-Romagna. Dal 2012, Innovami è ente accreditato dalla Regione Emilia Romagna per il trasferimento tecnologico. «Ciò che è interessante – racconta Alberto Tonielli, presidente di Innovami – è la spinta verso settori innovativi che hanno a che fare con l’ambiente e le nuove tecnologie. Noi siamo ben contenti di favorire questa evoluzione. L’incubatoio sta andando bene. Se pensiamo che negli Stati Uniti il tasso di sopravvivenza delle imprese innovative si aggira sul 30%, noi abbiamo raccolto una cinquantina di proposte, abbiamo incubato 20 aziende e di queste 18 sono tuttora in vita. Una decina sono ancora collegate a noi e posso dire che complessivamente fatturano 2,5 milioni di euro e occupano una settantina di persone. Tra l’altro molti progetti provengono da fuori territorio, ma poi l’impresa, una volta realizzata si è stabilita a Imola».
Rigenerare il tessuto produttivo locale attraverso la promozione di nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza e tecnologia, valorizzando al massimo livello l’attività di ricerca applicata sviluppata nelle aziende e nelle università. Sostenere, fino a concretizzarle in realtà produttive vere e proprie, le idee innovative d’impresa maturate da aspiranti imprenditori, offrendo spazi, servizi e attrezzature a prezzi agevolati per un periodo massimo di tre anni. Questa la mission dell’incubatore. Nei criteri di valutazione viene data priorità alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), l’energia, l’ambiente e i servizi collegati; l'outsourcing di attività di ricerca industriale e di trasferimento tecnologico da università e da imprese; i servizi di consulenza e progettazione avanzati su tematiche di ricerca applicata di interesse del territorio. Ogni impresa ha inoltre a disposizione un tutor che l’accompagna nella gestione quotidiana e un “business mentor” che, forte di relazioni significative sviluppate nel corso della propria carriera con il mercato di riferimento, può aiutarla ad allacciare contatti e a cogliere nuove opportunità di business.
Le imprese incubate possono inoltre contare su un pacchetto di servizi ad alto valore aggiunto che l’incubatore eroga, su richiesta, anche grazie a convenzioni con soggetti esterni. Sensibili, anche in questo caso, gli sconti che possono variare dal 25% al 75% delle tariffe di mercato. Possono accedere all’incubatore sia imprese innovative già costituite sia progetti d’impresa ad alto contenuto tecnologico promossi da laureandi o laureati, personale delle università dell’Emilia-Romagna, giovani tecnici d’azienda, ma anche professionisti con esperienza che decidono di investire sull’autoimprenditorialità. Due anni il periodo normale di incubazione.

Le imprese partecipanti al Premio Ipr
Diverse e variegate le tipologie di aziende premiate per i brevetti presentati, nei settori che vanno dalla meccanica, all’ambiente, al medicale, all’edilizia. Da giugno 2010 a dicembre 2011 si sono così aggiudicati il premio Unitec, Tecnoedilscavi, Cefla,  Roberto Bolelli, Curti Spa, Massimo Bertaccini, Bucchi Srl, Sacmi Packaging, Camst, Ibix (che si è aggiudicata il premo in due sessioni: ottobre e dicembre 2011), Amek, Ambientalia, Plastic Sort.