Imola. Lo sciopero indetto dalla Cgil contro le riforme del mercato del lavoro e delle pensioni per la giornata di venerdì 20 aprile ha visto un’ottima partecipazione di lavoratori e non solo. Più di mille persone, nonostante il tempo incerto che alla fine ha portato anche pioggia, hanno partecipato questa alla manifestazione. Il corteo, aperto da uno striscione di 70 metri quadri contro le modifiche all'articolo 18, è partito dalle 9.30  dal piazzale del Rirò e ha raggiunto lungo via Selice la rotonda del casello dell'autostrada che è stato pacificamente bloccato per alcune ore. “Nei luoghi di lavoro si sta registrando una buona adesione allo sciopero – ci raccontano dalla Cgil – ed è stata numerosa la partecipazione alla manifestazione che ha visto anche la presenza di lavoratori di altre organizzazioni sindacali, confermando la necessità di avviare una mobilitazione anche unitaria contro questi provvedimenti”.
Diversi striscioni esposti  hanno ricordato le crisi locali, a partire dalla Cnh, o le vertenze aperte, come quella portata avanti dalle lavoratrici del commercio contro le aperture domenicali e quella dei lavoratori del Comune di Imola, coinvolti dalla nuova società che intende costituire l'Amministrazione comunale per gestire manutenzione, verde, ecc.
“E' uno sciopero per cambiare le manovre di un governo che si era presentato in nome dell'equità, rigore e crescita e che poi ha fatto leggi che di equo non hanno nulla – ha esordito la segretaria generale della Camera del lavoro di Imola, Elisabetta Marchetti nel suo intervento -. Non ci sono provvedimenti sullo sviluppo e il lavoro e il rigore viene praticato con provvedimenti che colpiscono i deboli e non i forti, come ad esempio il tentativo, che non consideriamo casuale, di cancellare l'esenzione dei ticket sanitari per i disoccupati. La Cgil ha fatto proposte, ha detto dove trovare le risorse, a partire da una patrimoniale che tassi i grandi patrimoni e le rendite finanziarie”.
Durante il comizio è stato denunciato come i provvedimenti contenuti nella riforma del mercato del lavoro ricadranno negativamente sul territorio, a partire dalle numerose crisi attualmente aperte. Cancellare la cassa integrazione straordinaria e la mobilità renderà molto più difficile trovare sbocchi positivi nei processi di ristrutturazione delle aziende.
“Abbiamo denunciato la mercificazione delle feste resa possibile dal decreto sulle liberalizzazioni – ha aggiunto Marchetti – che permette ai centri commerciali di aprire tutte le domenica e anche nelle festività più importanti del nostro Paese, come il 25 aprile e il 1° maggio. I centri commerciali non sono servizi pubblici essenziali e noi crediamo che queste feste non siano in vendita. Per questo chiediamo che anche i sindaci dei comuni dove vi saranno centri commerciali aperti in quelle giornate si esprimano sul valore di partecipare alle celebrazioni che verranno organizzate e sulla necessità che quelle attività commerciali sospendano l'apertura”.
Le foto della manifestazione sono visibili sul sito internet della Cgil di Imola.