Castel San Pietro Terme (BO). Un bilancio contrassegnato dalla novità Imu. Il Consiglio comunale ha approvato la manovra economico – finanziaria del Comune in un quadro normativo ancora incerto, in particolare rispetto all’Imu. “Per questo procederemo all'attento monitoraggio del versamento Imu di giugno (ad aliquota base) per intervenire, eventualmente, con modifiche sulle aliquote definitive entro il 30 settembre fa sapere l’assessore al Bilancio, Chiara Del Vecchio -. L’Amministrazione ha presentato un bilancio che, pur nelle difficoltà e ristrettezze, mira alla progressiva riduzione dell’indebitamento (il debito pro capite a Castel San Pietro si attesta a 531 euro contro, gli 837 a livello regionale e i 1.500 di media nazionale) e di non ricorrere a entrate straordinarie per coprire le spese correnti. Con queste due scelte la sostenibilità dei servizi resterà svincolata dagli introiti in oneri di urbanizzazione, che restano imprevedibili in questo periodo di crisi economica, in particolare per il comparto edile. Infine, non ci saranno aumenti delle tariffe, con l’intento di tutelare i redditi delle famiglie, soprattutto quelle che accedono ai servizi scolastici e per l'infanzia”.
«Le nostre linee guida – spiega ancora l’assessore al Bilancio Chiara Del Vecchio – sono chiare: tenuta della qualità e della disponibilità dei servizi, tutela del reddito ed equilibrio finanziario. Sono le basi per guardare con fiducia al futuro. Questo bilancio è frutto di scelte difficili e impopolari ma responsabili, in un momento delicato per la coesione sociale e per la tenuta economica della nostra comunità”. La definizione delle aliquote dell’Imu, necessaria a coprire l’ennesimo taglio agli Enti locali, che per Castel San Pietro è di circa 1,5 milioni di euro solo per il 2012 e a cui si sommano quelle delle manovre dei precedenti governi, è stata compiuta dopo aver esplorato tutte le possibili riduzioni nella spesa pubblica. Una spesa scesa di oltre 2 milioni in tre anni: dagli oltre 15 milioni del 2009 ai 13 milioni previsti per quest’anno.
A sostegno dello sviluppo economico è stato stanziato per le imprese un fondo di 100.000 euro, condiviso con le associazioni di categoria. Una condivisione che testimonia un “patto tra cittadini, imprenditori e forze sociali per non aumentare la pressione fiscale sui redditi e non applicare rincari alle tariffe, proteggendo le famiglie. La nostra manovra si è infatti concentrata sui patrimoni, in particolare del settore produttivo, che avrà in carico la parte rilevante di questi sacrifici, per mantenere alta la qualità della vita e combattere l’emarginazione sociale. Date le attuali normative, chiudere il bilancio in pareggio è una grande responsabilità. Fino a settembre non sapremo l’entità delle aliquote base dell’Imu e quindi delle entrate comunali. In quel momento, quando i dati saranno definitivi, valuteremo l'impatto complessivo, con la speranza di essere nelle condizioni di rivedere al ribasso l'imposizione tributaria e tariffaria”.

Le aliquote Imu
Aliquota Imu prima abitazione: 5 per mille.
Aliquota Imu fabbricati rurali: 2 per mille.
Aliquota Imu altri fabbricati: 9,60 per mille.
Aliquota Imu affitti canone concordato: 7,60 per mille.
Aliquota Imu alloggi sfitti e non locati: 10,60 per mille.
Aliquota Imu terreni agricoli: 7,60 per mille.
Aliquota Imu aree edificabili. 9,60 per mille.
Il 3,8 per mille di tutte le aliquote, eccetto la prima casa e i fabbricati rurali, viene incassata dallo Stato.