Spett. redazione,
“Vuoi (forse) continuare ad essere il nostro fornitore? allora paga!!”, si può riassumere così in maniera stringata il testo della lettera che Hera Spa ha inviato a tutte le aziende sue fornitrici di beni e servizi. Chi ha redatto il testo definisce questa richiesta un “abbonamento” calibrato dal numero di gruppo merci di interesse, di beni e servizi forniti alla multi-utility e alle sue consociate. Facciamo un esempio: l’azienda coinvolta per un gruppo merci pagherà 50 euro, da 2 a 4 gruppi ne pagherà 75 , fino ad arrivare al massimo di 250 euro annui.
Chi aderirà avrà così la possibilità di restare in elenco fornitori di Hera, accedere ad un sito e dopo essersi “qualificato” potrà caricare documenti, inviare e ricevere chiarimenti dagli addetti.
I fornitori verranno “monitorati” e se dovessero emergere “anomalie” si potrà arrivare alla dichiarazione di non conformità che potrebbe portare al blocco dell’invio di nuove negoziazioni da 3 a 6 mesi, fino alla esclusione dall’elenco fornitori. In sintesi: Hera chiede questo “abbonamento” per dare la possibilità alle aziende di presentare preventivi… di cui non è ovviamente garantito il buon esito.
Quanto sopra ci stupisce, ma quel che ci stupisce ancor di più è il silenzio assordante della quasi totalità delle associazioni di categoria, che dovrebbero tutelare gli interessi delle aziende già strozzate dalla crisi e che nulla hanno detto in merito.
Che ne pensano al proposito? Grande la quantità di denaro che confluirà nelle casse di Hera senza colpo ferire.
Anche le amministrazioni comunali tacciono forse perché socie della Multiutility di gas ed energia?
Chiedere “abbonamenti” per poter cercare di lavorare pare ricordare metodi visti in certi film… Non comprendiamo se tale metodo messo in atto da Hera sia corretto o meno.
La domanda la giriamo a tutti i consiglieri di tutti i comuni… noi restiamo in attesa di una risposta.
(Per Ravenna Virtuosa e Ass. Clan-Destino Cinzia Pasi e Roberta Babini)