Forlì. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 13 aprile scorso del decreto del ministro della Salute all’Irst (Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori) viene riconosciuto il carattere di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. “Il riconoscimento ottenuto – commenta il presidente dell’Irst, Roberto Pinza – è un fatto di portata storica: per la prima volta avremo in Romagna un Istituto di ricerca in un settore come quello oncologico di grande delicatezza e nel quale gli avanzamenti scientifici sono più rapidi. All’inaugurazione del convegno internazionale che si terrà a Meldola il prossimo 8 maggio alla presenza del ministro Balduzzi, del presidente della Regione Vasco Errani e dell’assessore Carlo Lusenti il nuovo Istituto presenterà i suoi programmi di ricerca”.
“Il riconoscimento ad Irccs era il principale obiettivo che l’Istituto si era prefisso fin dalla sua costituzione – spiega il direttore generale, Mario Tubertini -; traguardo per il quale debbo ringraziare tutti coloro che all’interno dell’Irst e fuori dall’Irst, si sono adoperati in tale direzione. Questo riconoscimento conferma, oltre al valore scientifico, anche l’adesione dell’Istituto ai principi di trasparenza, partecipazione ed efficienza. Il percorso di crescita tuttavia non può certo dirsi concluso, anzi: l’impegno da oggi sarà quello di potenziare le attività al fine di mantenere il riconoscimento ottenuto visto che fra tre anni saremo sottoposti a nuova visita ispettiva. In particolare, dovremo incrementare il livello della ricerca scientifica; così facendo crescerà la qualità della risposta dell’assistenza e della cura, consentendoci contestualmente di accedere a maggiori quote di finanziamento per le stesse”.
“Con il riconoscimento di Irccs dell’Irst si apre una nuova fase dell’attività scientifica dell’Istituto – afferma il prof. Dino Amadori, direttore scientifico Irst -. Le relazioni di collaborazione scientifica già presenti a livello nazionale e internazionale saranno ulteriormente potenziate e soprattutto l’Irst potrà proporsi come capofila di alcuni tra i più importanti progetti di ricerca, a tutto beneficio della qualità della cura e dell’assistenza ai malati oncologici”.  
“L’Irst – conclude il direttore sanitario, Mattia Altini – potrà da oggi accedere alle risorse per la ricerca scientifica e sanitaria messe a disposizione dal Ministero, rapportarsi direttamente con la Regione e inserirsi nella rete di saperi formata dagli altri Irccs diffusi sul territorio nazionale. L’Irst da oggi, infatti, affiancherà gli altri dieci Istituti attualmente impegnati nella ricerca in area oncologica fra i quali l’Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori di Milano e l’Istituto europeo di Oncologia”.