Russi (RA). Legambiente Bassa Romagna chiede che vengano verificate le autorizzazioni già concesse alla centrale a biomasse che dovrà sorgere nel territorio comunale alkla lune dei contenuti della delibera della Regione Emilia Romagna che fissa precisi limiti alle emissioni di Pm10 e No2 degli impianti a biomasse. Nello specifico si stabilisce che “nelle aree di superamento e nelle aree a rischio di superamento dei valori limite per la qualità dell’aria si possono realizzare impianti a biomasse a condizione che sia assicurato un saldo almeno zero a livello di emissioni inquinanti per il Pm10 e il No2, tenuto conto di un periodo temporale di riferimento per il raggiungimento dell’obiettivo nonché della possibile compensazione con altre fonti emissive. A tal fine, il proponente deve allegare all’istanza autorizzava un documento che attesti il saldo emissivo dell’impianto, anche attraverso l’impiego di un assetto impiantistico in regime di cogenerazione o trigenerazione e la stipula di accordi che assicurino la realizzazione delle condizioni di compatibilità dello stesso”.
“Gli impianti a biomasse possono rappresentare un importante aiuto alla riduzione della dipendenza dal petrolio, quando sono realizzati con criterio – afferma Yuri Rambelli, presidente di Legambiente Bassa Romagna – quando cioè si tratta di piccoli impianti, collegati alle attività agricole o alle aziende di trasformazione e che permettono di utilizzare gli scarti che diversamente andrebbero comunque smaltiti in qualche modo, in discarica o in inceneritore. Viceversa impianti di grandi dimensioni, soprattutto con l'utilizzo prevalente di colture dedicate, necessitano di notevoli estensioni di terreno agricolo (si stimano 3-400 ettari di terreno per ogni MW di potenza), con utilizzo di ingenti quantità di acqua e fertilizzanti, solo per produrre qualcosa da bruciare, senza considerare le emissioni di polveri e CO2 in atmosfera e l'aumento di traffico pesante per il trasporto di biomassa alla centrale”.
A Russi la società Powercrop ha previsto di realizzare nell'ex zuccherificio un impianto da circa 30MW con combustione principalmente da coltura dedicata che sta creando molte preoccupazioni tra cittadini e associazioni per via dell'impatto ambientale della centrale, in termini appunto di emissioni di polveri, incremento di traffico per portare ingenti quantità di legname fino all'impianto, utilizzo di suolo agricolo per la coltivazione di biomasse destinate ad essere bruciate.