Imola. L’Italia dei valori è favorevole alla riorganizzazione della macchina comunale ma non accetta compromessi su diritti dei lavoratori, qualità dei servizi ai cittadini e trasparenza nella gestione delle partecipate. “Il Comune si trova stretto tra il patto di stabilità, che limita fortemente gli investimenti, e una struttura rigida in termini di costi fissi e contratto di lavoro dei dipendenti – si legge nel comunicato dell’Idv -. Come partito di Governo l’Italia dei Valori è chiamata ad agire e a fare scelte, anche radicali, tenendo ben in mente i principi di servizio pubblico e diritti dei lavoratori. Non è solo una questione di entrate calanti e di patto di stabilità a rendere necessaria una profonda riorganizzazione; c’è soprattutto l’innovazione nell’erogazione dei servizi pubblici che, anche grazie all’informatizzazione della pubblica amministrazione, già oggi consente al servizio pubblico di raggiungere nuovi standard di efficienza, efficacia ed economicità, in poche parole servire meglio e pesare meno sulle tasche dei cittadini. A questa trasformazione del servizio pubblico deve necessariamente corrispondere una riqualificazione del personale, del loro bagaglio professionale e degli strumenti necessari a svolgere al meglio il proprio lavoro, affinché tutta la collettività ne possa giovare.
L’Idv di Imola è, quindi, favorevole alla Società strumentale proposta dall’Amministrazione ma “pretende trasparenza totale sullo statuto della nuova società, che deve essere discusso e condiviso dalle parti sociali; nella definizione delle misure di efficienza e del loro monitoraggio; negli elementi economici, che vanno regolarmente comunicati al pubblico, inclusi i redditi dei dipendenti e dei dirigenti; nei meccanismi incentivanti e dell’assegnazione delle cariche più alte.
Tutte le società controllate e partecipate dal Comune, anche quelle già costituite, devono rispondere ad un forte controllo dell’Ente e soprattutto dei cittadini. Bilanci, composizione dei Consigli di Amministrazione, selezione dei dirigenti e del personale, stipendi, gare d’appalto, insomma tutto quanto concerne la gestione di una società deve essere di dominio pubblico”.