Imola. “Sogni e stracci… storie di ordinaria legalità” èil titolo dello spettacolo teatrale, realizzato con studenti/attori della compagnia Navig@ttori, che andrà in scena lunedì 30 aprile, ore 21, nel teatro dell’Osservanza (via Venturini 18). L’iniziativa è proposta dal Comune di Imola, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri – Comando provinciale di Bologna, in occasione della “Prima giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie e per la promozione della cittadinanza responsabile”. La prima rappresentazione si è svolta lo scorso 21 marzo a Bologna, ed ha riscosso grande successo soprattutto grazie alla forza scenica della giovane compagnia di Navig@ttori, coadiuvata dalla Compagnia del Teatrino dell’Es di Vittorio Zanella, che riesce a coinvolgere, emozionare e far riflettere sui temi della legalità sia un pubblico di coetanei (nella mattinata del 30 aprile si svolgerà uno spettacolo rivolto agli studenti delle scuole superiori imolesi) che un pubblico adulto.
“Sogni e stracci” è un’opera in due atti, ideata e completamente realizzata da una compagnia di giovani attori, dai 13 ai 17 anni, i “Navig@ttori”, magistralmente guidati dal regista quattordicenne Eros Pascale, con la direzione artistica del duo Vittorio Zanella e Rita Pasqualini del Teatrino dell’Es.
Nella pièce viene affrontato il tema della legalità (droga, alcol, degrado urbano e bullismo in primo piano) in stretta correlazione con quello della famiglia, a dimostrazione del fatto che situazioni di disagio all’interno della stessa sono molto spesso alla base della devianza giovanile e degli scompensi sociali in generale. Se non vi è serenità in famiglia, non vi è pace nei cuori delle persone. La legalità, intesa non come mera imposizione di regole, diviene sentimento convinto se si radica nelle coscienze dei giovani attraverso l’educazione, il rispetto, il coraggio delle proprie azioni, l’esempio che in primis ricevono appunto in famiglia. Ma è veramente tutto quello che basta? Nessuna teoria può dircelo, ed è emblematico ciò che accade nella famiglia di Marco, uno dei protagonisti dello spettacolo, orfano di madre, con un fratellino disabile a cui è molto legato. A nulla varranno il mestiere “rassicurante” di un padre Carabiniere ed una nonna premurosa e sempre prodiga di buoni consigli, perché Marco entrerà nel tunnel della droga, per poi … Seguirà il riscatto, un messaggio forte che questi giovani … (e non solo loro) … rivolgeranno ad altri giovani, perché non cedano alle lusinghe di una vita facile e senza regole, foriera solo di guai e di tragedie, ma da essi parta il vero cambiamento, lasperanza che da ogni tipo di tunnel dell’illegalità e di disagio si può e si deve uscire. La nostra vita è un po’ tutta sogni e stracci, come il titolo di questa pièce, a seconda di come vogliamo viverla: se scegliamo di amare le cose e usare le persone (e non viceversa) saremo schiavi delle prime e calpesteremo le seconde, se scegliamo la legalità e i valori semplici resteremo uomini liberi. Siamo sempre ciò che amiamo, dove è il nostro cuore, lì c’è sempre anche il nostro tesoro. A noi la scelta.
Come ha scritto Giovanni Falcone “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.