Ozzano Emilia (BO). Il Consiglio di Stato, organo supremo della Giustizia amministrativa, ha dato ragione alla signora Mara Valdrè in relazione ad una vicenda contro l’Amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Loretta Masotti e del vicesindaco Luca Lelli. Ma ricostruiamo le principali fasi della storia. Nel 2010, il comune di Ozzano impedisce alla signora Valdrè, madre di un ragazzo gravemente disabile e immobilizzato a letto, di costruire una rampa di accesso per l’autoambulanza nello spazio proprio privato. L’Amministrazione comunale sostiene che parte della proprietà privata fa parte di un parcheggio ad uso pubblico, vieta i lavori, invia la Polizia municipale e multa la Valdrè. Una sentenza poi del Giudice di Pace, a seguito anche di una perizia tecnica, darà ragione alla Valdrè, e condannerà l’Amministrazione comunale al pagamento della multa. Emergono poi fatti poco chiari, davanti al Giudice di Pace un componente della Polizia municipale avrebbe dichiarato di avere multato la signora “per pressioni dall’alto”.
Nella vicenda non mancano nemmeno le lettere anonime che signora Valdrè si vedrà recapitare con minacce di morte. Chiama i Carabinieri della stazione di Ozzano e fa denuncia contro ignoti. La vicenda sembra delinearsi a favore della donna quando il Tar le dà ragione, ma il sindaco Masotti e il vicesindaco Lelli non ci stanno. Fanno ricorso. Dopo circa tre anni di battaglie legali, affidate all’avvocato Miraglia, arriva però la sentenza del Consiglio di Stato dove si afferma: “La Sezione, esaminati tutti gli atti relativi al ricorso straordinario in argomento, ritiene che risulta sufficientemente dimostrato che sull’area pertinenziale della proprietà della ricorrente, sussiste il titolo dominicale libero da qualsiasi vincolo da parte della ricorrente stessa” ed esprime “ parere che il ricorso in esame deve essere accolto, con assorbimento dell’istanza cautelare di sospensiva”. A ridosso quindi del 25 Aprile, giorno della Liberazione, la Valdrè viene avvisata dall’avvocato Miraglia che la causa è quindi vinta. “Sono soddisfatta – dichiara -, è la vittoria di uno contro tanti, del debole contro il potente. Sono però molto amareggiata per le privazioni, la libertà negata, la fatica, le sofferenze, i danneggiamenti e le prepotenze subite. Chi ripaga mio figlio degli anni perduti? Civilmente è finita, ora continua il penale. Io ho avuto ed ho fiducia nella Giustizia. Il sindaco e il vicesindaco si dovrebbero dimettere per avere intenzionalmente e graniticamente danneggiato un disabile e la sua famiglia”.
(Giuliano Bugani)