Imola. Primo maggio di lotta con circa 400 persone radunate sotto il Centro cittadino. Presenti in gran numero e assai combattivi i dipendenti comunali una novantina dei quali, secondo l’amministrazione comunale, dovrebbero entrare in una società per la manutenzione del verde pubblico, strade ed edifici. I dipendenti hanno contestato duramente tale decisione fischiando l’arrivo del sindaco Daniele Manca, accompagnato dal vicesindaco Roberto Visani e dal segretario del Pd Fabrizio Castellari. Tanti i cartelli e gli striscioni per manifestare una forte contrarietà: fra i più significativi “Una srl è uguale a più costi per tutti”, “Giunta di sinistra, la coerenza… Manca”, “Non siamo merce per società” e addirittura “Ci Manca… te di rispetto”. Il sindaco ha cercato di arginare la protesta mettendosi subito a discutere con i lavoratori, ma non è riuscito nell’intento, anzi qualche dipendente si è arrabbiato ancor di più nonostante Manca abbia ripetuto più volte che il dibattito è in fase di definizione con i sindacati di categoria, spalleggiato in questo dalla segretaria della Fp-Cgil Mirella Collina che cercava di frenare l’ira montante. Una grossa grana per la giunta in vista dell’assemblea del 4 maggio fra sindacati e lavoratori per decidere il da farsi.
Dopo la contestazione avvenuta durante le note della banda, ecco i discorsi dei segretari di Uil, Cisl e Cgil Paolo Liverani, Danilo Francesconi ed Elisabetta Marchetti. “E’ un primo maggio amaro per tante persone che si interrogano sul loro futuro – ha sottolineato la Marchetti -. Così interpreto gli striscioni dei lavoratori del Comune, della Sermec, di Cnh, Ricchetti e Haworth. Oggi nel territorio imolese alcuni centri commerciali hanno voluto tenere aperte le loro porte, ciò è grave e chiedo a tutti voi di non andare a consumare là. La crisi economica si fa sentire, abbiamo centinaia di esodati anche nell’Imolese e il massimo storico di iscritti al centro per l’impiego. Il governo Monti aveva promesso rigore, crescita ed equità. Ebbene d rigore ne abbiamo visto tanto, di crescita nulla ed equità ancor meno. Penso anche ai tanti pensionati che prendono compensi da fame, mentre deputati e senatori hanno assicurato il vitalizio anche se rimangono poco tempo in Parlamento. Questi privilegi vanno assolutamente tolti”.