Imola. Un no deciso alla nuova società (una Srl) che, secondo l’amministrazione comunale, dovrebbe gestire patrimonio, verde pubblico e impianti sportivi e, d’altro canto, un’ampia disponibilità alla riorganizzazione dei servizi in questione all’interno della macchina comunale allo scopo di ottimizzarli e renderli sempre più efficienti. E’ la presa di posizione dei lavoratori interessati dalla novità, che aveva comportato la forte contestazione al sindaco Daniele Manca il 1° maggio, e delle Rsu di tutti i sindacati interni all’apparato comunale riuniti in assemblea il 2 maggio, dove quasi all’unanimità è stato approvato un ordine del giorno in tal senso (89 sì, 2 no e un astenuto).
“L’esodo, per ora riguarda un centinaio di dipendenti del settore infrastrutture, opere pubbliche e manutenzione (circa un quinto dei dipendenti comunali), settore che non più di un anno fa è stato riorganizzato – si legge nel comunicato dei lavoratori -. Invece di valutare gli esiti del lavoro fatto, sindaco e giunta oggi imboccano un’altra strada. In una fase di pesanti modifiche legislative sul fronte del lavoro e dell’autonomia locale, dopo quattro anni di blocco degli stipendi e di tagli al personale, ed in un momento in cui i servizi ai cittadini vengono ridotti, si sceglie di avviare un processo che non conduce ad altro se non ad una progressiva privatizzazione. E’ consapevolezza dei lavoratori che questa logica, fondata su una presunta 'efficientazione', porterà di fatto inevitabilmente all’esternalizzazione di ulteriori servizi pubblici del Comune. La preoccupazione riguarda perciò non tanto e solo lo 'status' dei lavoratori, ma anche i costi che si riverseranno sulla cittadinanza a fronte di un risparmio dubbio e non provato”.
“Capiamo che la giunta di Imola si trovi in una situazione difficile così come sta avvenendo negli enti locali un po’ in tutta Italia per i tagli dei governi negli ultimi mesi tanto che a Bologna stanno addirittura pensando a una fondazione per le scuole dell’infanzia – aggiunge Alessandro Lugli segretario della Fp-Cisl – ma abbiamo notevoli perplessità sul fatto che l’ipotetica Srl possa migliorare la qualità dei servizi e diminuire i costi. Anzi, a nostro avviso i costi aumenteranno. Se il contratto degli attuali dipendenti sarà più favorevole, sarà il Comune a dovervi far fronte così come nel caso di nuove assunzioni”.
La gestione dei beni comuni e di servizi pubblici, quali aree verdi, strade, attività sportive, immobili comunali, “non può e non deve produrre profitti – affermano ancora i lavoratori -. La gestione di tipo privatistico, invece, non può che generare maggiori costi a carico dei cittadini. Le società, se pure pubbliche, dovrebbero fornire servizi di qualità ad a costi sostenibili, ma il ricorso a queste società origina solo lauti incarichi a tecnici e a società di consulenza, nuovi apparati gestionali/manageriali e duplicazione dei servizi, con l’ inevitabile aumento della spesa alla città. I maggiori costi di gestione si traducono sempre, conseguentemente ed inevitabilmente, in disservizi per il cittadino”.
Giugne poi una domanda che i dipendenti del Comune di Imola fanno ai cittadini: “Le esternalizzazioni fatte in questi anni, quali le pulizie e la gestione delle mense scolastiche, della piscina comunale e di altre attività culturali e pubbliche, hanno forse prodotto migliori risultati e hanno mantenuto il livello e la qualità del servizio e delle attività?. I lavoratori ritengono che questa operazione generi solo l’allontanamento del controllo dei cittadini sull’operato diretto dei loro rappresentanti eletti. I lavoratori pertanto si oppongono e si opporranno con ogni mezzo a scelte speculative volte esclusivamente al profitto privato”.
Ora la palla passa alla giunta che dovrà tener conto di questo documento anche se pare intenzionata ad andare avanti sul terreno della costituzione della Srl che, secondo il sindaco e gli assessori, comporterebbe risparmi di bilancio e maggior efficacia.
Come si muoveranno invece i sindacati? “Il 4 maggio – termina Lugli – abbiamo convocato un’assemblea di tutti i dipendenti comunali per illustrare la situazione e dare la necessaria solidarietà ai colleghi in difficoltà. Poi, attendiamo di essere contattati dall’Amministrazione per la concertazione obbligatoria. Non trattandosi di violazioni contrattuali ma di decisioni politiche, non si potrà scioperare ma sicuramente attuare azioni di protesta, magari in consiglio comunale o in piazza con banchetti e volantinaggi”.