Trento. “Verticalmente démodé” è il titolo del film realizzato da Davide Carrari (grande fotografo e autore di pregevolissimi film d’arte) che ha vinto il premio “Città di Imola” per la miglior opera italiana al Festival internazionale di Trento. Il premio, promosso dal Comune di Imola, dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dalla sezione del Cai con il contributo della Coop. Aurora Seconda e della Coop. Ceramica d’Imola, è stato assegnato al film che ha per protagonista “Manolo” (Maurizio Zanolla), uno degli arrampicatori in falesia più forti di tutti i tempi. Il film illustra una straordinaria ascesa e ne racconta le motivazioni del protagonista. L’iniziativa si è svolta sabato 5 maggio al castello del Buon Consiglio di Trento ed è stato significativo che in serata la giuria internazionale abbia annunciato che alla stessa opera è andata anche la Genziana d’Oro, cioè il maggior premio del Festival, come miglior film di alpinismo. Come di consueto, il film sarà presentato a palazzo Sersanti, a Imola, nel prossimo autunno.
La giuria presieduta da Reinhold Messner – e composta dal Roberto De Martin, presidente del TrentoFilmFestival, e dagli imolesi Valter Galavotti, Roberto Paoletti, Giuseppe Savini e Mauro Bartoli – ha così motivato il Premio Imola: “A questo breve ma intenso ed emozionante cortometraggio va riconosciuto il grande merito di aver saputo raccontare, senza fronzoli retorici ed inutili  divagazioni epico-romantiche, il senso più profondo di una sfida che ha due protagonisti essenziali: la montagna, qui rappresentata dalla  bellissima falesia del Baule (Vette Feltrine), e un uomo, Maurizio ‘Manolo’ Zanolla, che con le sue mani magiche e i suoi occhi penetranti affronta una via con cui molti anni prima aveva ritenuto ”impossibile“ confrontarsi e che lo stesso Manolo definisce “Una via incredibile. Completamente naturale ma soprattutto assolutamente verticale”. Caratteristica che la rende anomala e “Verticalmente démodé” fra le vie estremamente strapiombanti dell’arrampicata odierna.