Imola. Il documentario storico “L’anello spezzato”, sul tema della condizione degli intellettuali durante gli anni della guerra fredda dietro la cortina di ferro, è giunto al terzo posto al concorso nazionale “Storia e memoria”, indetto dal ministero della Pubblica istruzione – Regione Emilia Romagna.
Il video, diretto da Andrea Pagani e scritto da Marco Balbi e Andrea Pagani, ricostruisce, attraverso l’intervista a due autorevoli intellettuali (Vittorio Giardino e Maria Lea Guglielmi) il ruolo degli “uomini liberi” fra gli anni ’50 e gli anni ’70 in alcune città sotto l’area di influenza sovietica.

Il documentario si sviluppa in tre momenti. Nella prima parte si ricostruiscono le tappe essenziali della caduta del muro di Berlino, attraverso documenti d’archivio e il commento di alcuni personaggi che hanno vissuto quell’importante esperienza storica. La seconda parte si concentra sui racconti di due autorevoli testimoni.
Vittorio Giardino, autore di fumetti che conobbe personalmente la realtà dei paesi dell’Est negli anni della guerra fredda e che ha dedicato un’opera importante dal titolo Jonas Fink che ruota attorno alla vicenda di un giovane vissuto a Praga fra gli anni Cinquanta e Sessanta e che mise in atto, anche in modo ingenuo e istintivo, forme di dissenso culturale, leggendo nei parchi pubblici, assieme ad amici, poesie vietate dal regime. La testimonianza di Giardino, accompagnata dalle immagini dei suoi fumetti, si concentra proprio su questo tema della cultura del dissenso, ossia del valore dell’opposizione ad un regime attraverso forme di cultura.
Su questo tema gravita anche la testimonianza di Annalia Guglielmi, che insegnò Letteratura italiana all’Università di Lublino, in Polonia, proprio nel periodo più acceso del regime socialista e che diresse una casa editrice che pubblicava testi proibiti dalla censura o comunque “sospetti al regime”, come quelli di Vaclav Havel, che circolavano clandestinamente e che documentano con grande lucidità la vita di quegli anni. La Guglielmi dunque ritorna ed approfondisce questo snodo problematico: l’importanza della voce degli intellettuali contro le forme di repressione ed insieme l’importanza delle comunità religiose in questo faticoso processo di dissenso.
La terza parte del documentario, anche attraverso immagini del film su Jerzy Popieluszko, sviluppa un altro argomento significativo, che si concentra nella frase dell’anello spezzato, tradizione del Medioevo, secondo cui, quando un personaggio partiva per una crociata o un’avventura, si usava spezzare un anello fra due amici, in modo che al ritorno, anche dopo molti anni, i possessori delle due metà dell’anello si potessero riconoscere: il simbolo di questo anello spezzato è lo stesso che caratterizza la profonda lacerazione fra le due parti dell’Europa, spezzate appunto dal muro di Berlino. Il compito della cultura del dissenso è proprio quello di riportare all’unità le due metà di questo anello spezzato.

Regia di Andrea Pagani
Riprese e montaggio di Pierluigi De Donno
Sceneggiatura di Marco Balbi e Andrea Pagani
Con le interviste e le documentazioni storiche di Vittorio Giardino, autore di fumetti e Annalia Guglielmi, docente di Letteratura all’Università di Lublino in Polonia
Durata: 30 minuti
Per informazioni: ap@andreapagani.com