Imola. Adrenalina allo stato puro, di quella buona che aiuta a vedere la vita con speranza. E’ quella che ha trasmesso a piene mani il funambolico e carismatico  don Andrea Gallo, 84 anni portati alla grande, a oltre trecento imolesi venuti ad ascoltarlo nella serata finale della festa di Sel al centro sociale “Gli Orti”.
Il prete genovese, appena arrivato, è subito sceso dal palco “perché voglio mettermi in discussione stando in mezzo alla gente” e lì è restato per due ore ininterrotte di giaculatorie durante le quali ha intonato “Bella ciao” (cantata da tutto il pubblico), ha spiegato che il suo teologo di riferimento è l’attore Paolo Rossi (“Mi ha mostrato una maglietta con scritto “Dio c’è ma non sei tu”) e ha difeso a spada tratta il movimento del Sessantotto, Martin Luther King, Robert Kennedy Mario Capanna e il Maggio francese.
Naturalmente, don Gallo ha parlato pure di attualità e delle elezioni amministrative appena terminate chiedendo alla gente ma anche a sé stesso “La destra ha perso, ma la sinistra ha davvero vinto?” sottolineando che c’è ancora molto da lavorare a sinistra e dichiarandosi “anticapitalista, antifascista, anarchico e a favore delle rivoluzioni pacifiche” senza risparmiare una frecciatina “alle coop rosse che devono avere la persona al centro del loro operato e non il mercato”.
Tante le provocazioni, fra queste “il mio staff è formato da una transessuale”, “Lo dico ai credenti: guardate che Dio preferisce gli atei, spesso sono più credibili dei credenti”, “i miei padri spirituali sono Dario Fo e Franca Rame” e “la Ruby ha scopato mezza Genova e in Parlamento 316 deputati hanno votato che Berlusconi non poteva sapere se fosse o meno la nipote di Mubarak. Bastava facesse una telefonata a noi” strappando più volte applausi a scena aperta da parte dei presenti.
Gran finale con i vangeli. “Un giorno il mio cardinale, allora era Tettamanzi, mi chiese: Gallo quanti sono i vangeli? Quattro, ho risposto, ma io ne ho un quinto, il vangelo secondo De Andrè”. E qui anche perfino il Don si è un po’ emozionato leggendo la lettera che i ragazzi della sua comunità scrissero a Dori Ghezzi dopo la morte del grande cantautore genovese, amico fraterno di don Gallo. “Ci hai insegnato tante cose, ad amare i diseredati, le prostitute, passeggiando per via del Campo, è proprio vero che dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Poi i volontari della festa di Sel e il segretario Francesco Chiaiese si sono avvicinati a don Gallo per farsi fotografare insieme con lui.