Abbiamo letto l’articolo (editoriale?) di Valerio Zanotti su leggilanotizia.it e ci permettiamo di dargli alcuni chiarimenti rispetto alla confusione che lamenta di avere sull’argomento, in particolare sui passaggi che riguardano esplicitamente la posizione del Prc come del PdCI e dei Verdi.
Anzitutto è facile guardare “a valle” del problema facendo clamorosamente finta che non esiste un problema “a monte” anzi a Monti, al governo tecnico che con incredibile precisione sta completando il quadro di dismissione del ruolo e dell’autonomia degli enti locali iniziato con millimetrica precisione dall’ex ministro Tremonti e, sul fronte delle politiche del personale, dall’ex ministro Brunetta.
Fate finta di non vedere che gli enti locali, e quindi il Comune di Imola,  sono da anni praticamente nell’impossibilità normativa di mantenere e far crescere il livello dei servizi pubblici. per i vincoli di spesa sempre più pesanti imposti dal patto di stabilità; per il divieto di assunzioni; per la rigidità delle procedure; per i vincoli al reperimento delle risorse; per le pessime condizioni del contratto del pubblico impiego, col blocco fino al 2014.
Non vedere tutto questo, significa leggere strumentalmente la questione per meri interessi elettoralistici o per creare confusione, ad arte o scientificamente che dir si voglia.

Per questo come forza politica ci battiamo, sin dall’inizio e come motore propulsore, nel Comitato Acqua Pubblica perchè con quel movimento chiediamo la modifica delle norme che possono consentire in modo agevole ed agibile la gestione pubblica dei servizi! Quelli rivolti alla cittadinanza e che richiedono una tariffa.
Nel caso della società strumentale invece parliamo di una funzione (e non di servizi pubblici locali, la cui normativa è differente) propri dell’ente locale che si trova nella condizione oggettiva di impraticabilità di una gestione!
Per questo riconosciamo che la società di scopo può essere una risposta alla richiesta di qualità nella cura della città, della sicurezza della viabilità, della manutenzione degli immobili e del tanto verde pubblico imolese. Per questo, chiediamo e collaboriamo attivamente  affinché le lavoratrici e i lavoratori interessati al passaggio siano tutelati e abbiano tutte le garanzie. Perché in questo caso è l’unica emergenza ed esigenza. Non si parla di profitto, di lucro o simili ma solo di una funzione che può e deve essere garantita alla città in modo più efficace ed efficiente.

Voler interpretare politicamente in altra direzione questa scelta è mera propaganda pro domo di qualcuno, che non cito direttamente come voi avete fatto con noi. Ma che è più che palese per me che scrivo.
Voler leggere questa nuova società di scopo come il passaggio di Ami ad Hera è fare un paragone azzardato per fare un inutile gioco al bersaglio ad una parte politica, la nostra. Anche perché, lo vorrei ricordare, quando ci fu il passaggio da Ami ad Hera fummo quasi i soli ad opporci, dai banchi dell'opposizione prima e da quelli della maggioranza poi, mentre altri che oggi paventano rischi di privatizzazione allora rimasero in silenzio. Così come nel quasi totale silenzio passò la costruzione della Bretella, la cui paternità oggi pare essere disconosciuta, a cui ci opponemmo in tutti i modi. Ci sarebbe piaciuto allora, in entrambe queste occasioni, vedere una mobilitazione di questa natura: forse, e dico forse, le cose sarebbero andate diversamente, mentre oggi su questi temi vediamo solo lacrime di coccodrillo.
 
Noi sappiamo di non essere affatto in contraddizione con le nostre posizioni o con i nostri obiettivi politici e a nessuno è consentito darci patenti di sinistra o meno, in quanto spetta agli elettori e alle elettrici. Altrimenti, seguendo questo ragionamento, sarebbero diventati di sinistra Mondini o Zucchini, cosa che credo sia piuttosto azzardata da dire.
 Non stiamo facendo nè fantaeconomia nè fantapolitica. Stiamo solo cercando risposte ai problemi di questa città perchè questa è la nostra ragione politica in questa fase, visto che siamo forza politica di maggioranza.
Su questo verremo giudicati elettoralmente e per questo ci cimentiamo con tutto il nostro impegno, la nostra trasparenza ed anche la nostra proposta autonoma. Anche attraversamento momenti difficili come questi in cui alcuni, troppi, strumentalizzano ed interpretano artificiosamente la realtà.

Certamente non abdicheremo al nostro ruolo nè tantomeno ci faremo scoraggiare o condizionare da movimenti nati per fare leva al “partitone” ed ottenere cose di cui non ci importa proprio nulla.
Continueremo invece a lavorare nei tavoli e nei consessi per ottenere una società interamente pubblica, con l’espresso divieto di ingresso dei privati nello statuto della società, con tutte le garanzie possibili per le lavoratrici e i lavoratori e che sia una risposta agli standard di qualità della nostra città e che magari crei anche posti di lavoro.
Ora, dopo le legittime proteste dei lavoratori coadiuvati dalle forze sindacali (nonostante lo storpiamento del testo di “bella ciao” durante un corteo che ci indigna per l'evidente caduta di stile), vorremmo conoscere, attraversamento il confronto sindacale che si aprirà a brevissimo termine, le loro controproposte, oltre all'enunciazione per titolo di una riorganizzazione interna, che però siano compatibili con gli stessi vincoli di spesa definiti per legge attualmente in vigore, e che possano dare in prospettiva identici o superiori risultati in termine di efficientamento e qualità dei servizi di cui stiamo parlando.

Se vi sembra poco è perché continuate a guardarvi il dito mentre c’è una luna nel cielo.

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Ringrazio Antonella Caranese per la risposta che aiuta certamente a capire meglio le posizioni del suo partito così come quelle del Pdci e dei Verdi. Nessuno nasconde il quadro nazionale, chi legge il nostro giornale lo sa bene. Ma non è accettabile nascondersi dietro a questo per giustificare certe scelte. Io conoscevo, e con me tanti altri elettori, una sinistra capace di sognare e di lottare per cambiare la situazione esistente. Oggi si prende atto che è così e si cerca di operare per il meno peggio. Distinguere tra funzioni e  servizi è un bell'esecizio di stile, ma non cambia la questione. Quelle attività per tanti anni le hanno svolte i dipendenti pubblici anche con ottimi risultati, oggi si dice che non è più possibile che “l’ente locale si trova nella condizione oggettiva di impraticabilità di una gestione!”. Mi sembra un po' azzardato. Forse sarebbe bene aprire una bella discussione su ciò che deve e che può restare in mano al pubblico e su come, anche questa Amministrazione comunale, spende i soldi pubblici. Leggilanotizia non tira la volata a nessuno. Cara Antonella non è un male se a volte condividiamo dei percorsi, ad esempio proprio sulla bretella, e altre volte no, è il sale della Democrazia. Ciò non significa sposare tesi di chissà chi altri, ma può volere condividerne certe posizioni, così come è capitato anche nei vostri confronti. Leggere, quindi, certe accuse fa solo sorridere. Come leggilanotizia continueremo ad esprimere idee e concetti che hanno sempre fatto parte del Dna di chi scrive. Per il resto concordiamo, saranno gli elettori, e mi sembra che lo stiano già facendo, a stabilire il successo o l'insuccesso di certe posizioni. Così come saranno i lettori a stabilire se il nostro giornalismo è libero e autonomo o al soldo di qualche gruppo o potentato.
(Valerio Zanotti)