Caro Direttore,
sono rimasto colpito dal terremoto che ha sconvolto una delle zone più importanti per l’economia della nostra regione e dell’Italia e trovo giusto di dover contribuire, con l’aggravio di due centesimi di euro, sul costo al litro dei carburanti. Il mio pensiero però è rattristato per la forte discriminazione racchiusa nel provvedimento!
Oltre 62.000 persone che hanno i nostri stessi diritti… 62.000 italiani che usano l’auto blu, non potranno in alcun modo partecipare a questa manifestazione di solidarietà. La cosa mi rattrista maggiormente se penso che saremo noi, senza auto blu, a pagare anche il loro desiderio di solidarietà.
Che diritto abbiamo di privarli del piacere di dare… della sublime soddisfazione interiore che si prova ad sentirsi in sintonia con tutti e con se stessi… del diritto di sentirsi italiani? Trovo che sia una imposizione totalmente antidemocratica! Già noi gioiamo pagando – e escludendo e… offendendo questa categoria –
infinite altre solidali iniziative… perfino 1,95 lire, dal lontano 1935, per la guerra in Abissinia: chi ci ha governato fino ad oggi, sopraffatto da tanti impegni, non si è ancora accorto che è finita!
Ritengo sarebbe giusto non offendere ulteriormente gli incolpevoli viaggiatori in auto blu insistendo in una raffinata discriminazione quasi razziata: in una Nazione democratica, tutti devono essere liberi di dare, in perfetta sintonia coi migliori impulsi della loro coscienza. Solo per questo vorrei che quei 62.000 ingiustamente discriminati si pagassero loro la loro benzina!
(Gian Franco Bonanni)