Imola. Sindacati spaccati sulla nuova società strumentale che dovrà occuparsi della manutenzione di impianti sportivi, verde pubblico, scuole e altro ancora proposta dalla giunta Manca fra le polemiche. Dopo mesi di dure trattative con la novantina di dipendenti comunali che dovrebbero essere trasferiti, Cgil e Cisl hanno firmato l’accordo congiunto, mentre Csa e Uil hanno deciso per il no e non escludono la possibilità di fare ricorso al Tar o ad altri organi della giustizia amministrativa.
Secondo il segretario della Fp-Cisl Alessandro Lugli, “pur rimanendo assolutamente contrari alla scelta della società, ci sono state date garanzie importanti. Fra queste, la possibilità di rientrare in Comune in caso di scioglimento della società. La Corte dei conti ha infatti ritenuto che l’obbligo (e non la mera possibilità) di reinserire nell’organico i dipendenti di una società in house sussista a condizione che vi sia stato trasferimento di personale al momento della costituzione della società o dell’affidamento del servizio alla medesima e sia stato previsto mediante protocollo di intesa tra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali il reintegro nel ruolo dell’ente locale in caso di scioglimento della società o di parziale reinternalizzazione dei servizi pubblici locali”.
Molto scettico il segretario del Csa-Ral Massimiliano De Giovanni: “Non è detto che i dipendenti possano rientrare, c’è un caso simile a quello di Imola in Piemonte dove ciò non è avvenuto. Ritengo che Cgil e Cisl abbiano solamente dato una copertura politica all’amministrazione comunale firmando l’accordo congiunto che ci esclude dal tavolo dove ora si andranno ad approfondire i dettagli. Diciamo che la giunta di centrosinistra si è mossa un po’ con il metodo Marchionne. In ogni caso, continueremo la lotta e saremo presenti il 27 giugno in consiglio comunale quando verrà discussa la nascita della nuova società”.
(Massimo Mongardi)