Imola. Avere vent'anni e fare davvero qualcosa. Capita ancora a chi sa che un aiuto ai terremotati, un aiuto concreto, deve andare oltre al semplice “like” su Facebook. Vuol dire muoversi da casa, rimboccarsi le maniche e spalare calcinacci, fabbricare una casa di legno, consolare le persone. É quello che hanno pensato i ragazzi – come Samuele Fiaschetti (22) e Miriam Tozzola (20) – che assieme a molti altri partiranno per dare il loro contributo alle popolazioni colpite dal sisma, iniziando da Cavezzo (vicino a Carpi, in provincia di Modena). Il loro piano è creare una presenza costante sul luogo: “Portare 40 persone in 4 mesi, anziché 10 persone in 20 giorni”, come spiega Samuele Fiaschetti.
Come è nata questa idea?
“Avevamo già dato il nostro aiuto nel 2009 alle popolazioni colpite dal sisma dell'Aquila. Abbiamo semplicemente pensato di replicare questa iniziativa, perché sappiamo per esperienza quanto ce n'è bisogno. Ora il nostro gruppo è anche più folto”.
Come avete avete programmato il vostro contributo?
“Tra giugno e settembre invieremo dei gruppi per 2 o 3 giorni, a seconda delle disponibilità di tempo, perlopiù nei weekend. In questo modo pensiamo di garantire una presenza costante e quindi più utile in termini di risultato”.
Di cosa vi occupate quando siete sul posto?
“Aiutiamo a costruire le infrastrutture del campo ed eventualmente i rifugi in legno per chi ha potuto comprarselo (costa circa 4mila euro). Un aiuto pratico consiste nel fare censimento dei presenti di ogni campo, per distribuire meglio le risorse e capire cosa serve e dove. Poi c'è l'aiuto psicologico, che non è secondario. Molti hanno bisogno di sfogarsi, per superare questa tragedia, e starli ad ascoltare è più importante che tirare su un palo. Per i bambini vale anche di più: farli giocare serve a distrarli dalla tensione del momento”.
Siete legati a qualche gruppo particolare?
“Abbiamo il supporto delle Brigate di Solidarietà Attiva, ma non vogliamo che l'aiuto che diamo batta qualsiasi tipo di bandiera. Non vogliamo farci portavoce di nessuno, e molti dei giovani che ci aiutano provengono da realtà e convinzioni differenti. Serve aiuto, non ideologie”.
Possono dare tutti un aiuto?
“Certo. Esortiamo tutti quelli che ne hanno qualche giorno libero, anche nei weekend, di partecipare alla nostra iniziativa. Serve una mano concreta da parte di tutti, questo è il momento più difficile, perché è il primo periodo dopo il terremoto”.
Per partecipare si può contattare Samuele Fiaschetti attraverso Facebook (https://www.facebook.com/samuele.fiaschetti), oppure via mail: samuele.fiaschetti@gmail.com.