Tra tutti i problemi causati dal terremoto c'è anche quello relativo alla corretta gestione delle macerie contenenti amianto. A sollevare la questione è Legambiente regionale che in un comunicato invita la Regione e le autorità competenti ad informare la cittadinanza e gli operatori che operano nella movimentazione delle macerie, affinché siano messi in condizione di lavorare in sicurezza, rendendo innanzi tutto disponibile la mappa delle zone a rischio amianto. Nel comunicato si legge infatti come nei territori colpiti dal sisma “è nota la presenza di coperture e canne fumarie in amianto non solo su capannoni, ma anche in svariate tipologie di edifici. Negli ultimi giorni si sono susseguite molte segnalazioni alla nostra associazione, in merito a questo problema”.

Oltre la mappa, ritenuta però lacunosa dal momento che “a Medolla e Cavezzo risultano 0 siti con amianto, a Mirandola 5, a Finale Emilia 10”, si raccomanda inoltre di trasportare le macerie in camion coperti da teloni, e di utilizzare maschere per ridurre il rischio di esposizione alle fibre di amianto. L’associazione ha chiesto inoltre alla Regione che l’Ausl sia messa in condizione di rispondere nelle 24 ore, così come disposto dal decreto ministeriale per le zone terremotate, alla presentazione dei piani di lavoro per lo smaltimento delle macerie pericolose. “Chiediamo a operatori e cittadini – si legge infine – la massima vigilanza su questa problematica, segnalando immediatamente casi di gestione scorretta dell’amianto alle autorità competenti (Arpa ed Ausl)”.