Imola. La giunta comunale ha approvato una delibera in cui invita il Ministero della Giustizia ed il Governo a conservare a Imola la sezione distaccata del Tribunale di Bologna. Il Comune ha condiviso il protocollo d’intesa sottoscritto da Anci e Consiglio nazionale forense con cui si afferma che “i presidi giudiziari sul territorio nazionale sono strategici nell’ambito del sistema economico e sociale del Paese, rispondono alla domanda di giustizia dei cittadini, garantiscono la convivenza civile e contribuiscono ad assicurare l’equilibrio e la credibilità dello Stato democratico”. A questa valutazione si aggiunge poi l’analisi dei numeri, che fanno dire alla Giunta comunale che la Sezione Distaccata di Imola del Tribunale di Bologna possiede i requisiti individuati dalla commissione di studio insediata presso il Ministero della Giustizia per essere conservata. Con un bacino di utenza di 148.605 residenti, il minimo per legge sarebbe di 85.400, e una media annua di sopravvivenze nel periodo 2006-2010 sempre superiore ai 3.000 casi, contro una media annua richiesta che deve esser superiore a 2.269, “la sezione distaccata appare quindi meritevole di autonoma salvezza – scrive la Giunta nella delibera – si consideri anche che il dato delle iscrizioni delle sezioni distaccate non tiene conto delle esecuzioni immobiliari, pur di competenza del locale Ufficio Giudiziario, ma per comodità trattate presso il capoluogo”.

“La presenza della sede distaccata di Imola non può essere ritenuta un costo – spiega il sindaco di Imola Daniele Manca – perché ha consentito al tribunale di Bologna di erogare per il territorio imolese un servizio di qualità, evitando il sovraffollamento sia degli spazi sia delle attività giudiziarie dello stesso tribunale di Bologna. E' sbagliato mettere tutti nel mucchio, scegliendo di applicare i tagli in modo lineare, senza guardare nel merito i costi, il funzionamento, l’attività svolta e la qualità e l’efficacia del servizio fornito al territorio. Ritengo che trasferire a Bologna le funzioni oggi svolte ad Imola rischierebbe di far aumentare i costi complessivi, oltre che ridurre la qualità del servizio offerto”.