Ravenna. Presentato nella mattina del 21 giugno 2012 da Legambiente il dossier “Mare Monstrum” che mostra i numeri delle infrazioni accertate nell'ambiente marino regionale nel 2011. Sono emerse 546 le infrazioni accertate: si compiono 4,2 reati ambientali ogni chilometro di costa. A livello nazionale sono 13.149 le violazioni commesse nello scorso anno, 36 ogni giorno. I reati sono molteplici: cemento, scarichi abusivi, pesca di frodo, privatizzazioni. L'associazione ambientalista dal 7 al 9 agosto 2012 farà tappa a Ravenna con la “Goletta Verde”: per il ventisettesimo anno consecutivo, questa iniziativa di Legambiente percorre un viaggio in 26 tappe da nord a sud della Penisola per dar seguito alle tante battaglie in difesa dell’ecosistema marino e del territorio. L’Emilia-Romagna raggiunge il nono posto nella classifica del “mare illegale”. La regione Campania, con 2.387 reati pari al 18% del totale nazionale, è prima nella black list, con ben 5 reati ogni chilometro di costa. Seguono a ruota Sicilia, 1.981 infrazioni, Puglia e Calabria, rispettivamente con 1.633 e 1.528 illegalità riscontrate. In totale, le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa totalizzano insieme oltre il 57% del totale nazionale dei reati. La tipologia di reato maggiormente riscontrato riguarda la pesca di frodo (quasi 5000 infrazioni), seguita dall’abusivismo edilizio sul demanio con 3.171 illeciti e dalla mancata depurazione con 2.669 violazioni. Legambiente è attiva da anni con vertenze e azioni giudiziarie contro la cementificazione dilagante sulle coste della nostra regione, ed a favore del libero accesso al mare nella zona della battigia demaniale. Caso emblematico in regione, per quanto riguarda l’accesso al mare, è la Provincia di Rimini, che conta circa 700 bagni privati su un totale di 1.400 stabilimenti e 3.300 alberghi su un totale regionale di 4.500, con 64.000 alloggi privati, fatti prevalentemente di seconde case, su una fascia costiera che dal 1945 ad oggi ha visto passare l’occupazione delle aree urbane dal 7 al 33% del territorio. “Ogni centimetro della battigia – dichiara Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia Romagna – è occupato da bar, cabine, ombrelloni, ristoranti, centri benessere e discoteche. Il tutto a scapito del paesaggio, della tenuta stessa delle coste e della fruibilità gratuita delle spiagge da parte dei cittadini. Una cementificazione che, se sommata a quella delle seconde case e dei villaggi vacanza, non accenna a fermarsi”. Il dossier completo è scaricabile qui. (Elvis Angioli)