Bologna. A causa del recente terremoto che sta ancora scuotendo la nostra regione e dei noti problemi di sovraffollamento, sono in corso numerosi trasferimenti di detenuti e internati negli istituti penitenziari dell'Emilia-Romagna. A Bologna il numero dei detenuti della casa circondariale è sceso da circa 1.200 persone a 937, nonostante la capienza regolamentare sia di 480 persone, è possibile immaginare un lieve miglioramento nelle condizioni di vita dei detenuti. Anche la casa circondariale di Ferrara dovrebbe risolvere qualche problema in seguito del trasferimento di un centinaio di detenuti. “Il ripristino di numeri se non regolamentari, almeno meno drammatici rispetto all’esistente, è certamente un fatto positivo”, dichiara Desi Bruno, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale

La Garante fa però notare come secondo la legge e il regolamento carcerario “i trasferimenti devono avvenire salvaguardando i legami familiari e il principio di territorialità della pena. Spesso gli spostamenti vanificano relazioni familiari faticosamente mantenute o recuperate, anche per il solo fatto che la povertà che connota la popolazione detenuta e le famiglie fa sì che anche un colloquio in carcere possa essere non un evento normale, ma frutto di sacrifici economici, difficili da replicare. È necessario, inoltre, che il trasferimento non vanifichi percorsi in essere, compromettendo l’accesso a misure alternative al carcere o anche ad attività all’interno degli istituti”. Sono già arrivate segnalazioni all'organo di vigilanza di trasferimenti non conformi a questi criteri e verso cui “occorrerà far fronte adoperandosi per un rientro nei luoghi dove alcune relazioni 'vitali' erano in essere”.