Imola. Sel esce sbattendo la porta dalla maggioranza, “non vedo più niente di sinistra nel Pd” afferma il segretario Francesco Chiaiese, e cerca di portare il sindaco Daniele Manca al ballottaggio attraverso un’alleanza con liste civiche alle elezioni della prossima primavera. Quali liste? “Nei giorni scorsi ho parlato con Raffaello De Brasi e con Andrea Zucchini – risponde Chiaiese a una domanda specifica – ma ciò non significa automaticamente che faremo un’alleanza con loro, in tanti si stanno muovendo e cercheremo di attirare fette dell’elettorato di sinistra come quelle di chi è andato in consiglio comunale a strappare la tessera del Pd. Ci interessa il civismo, ma tutto deve partire da un programma condiviso per smuovere Imola ormai paralizzata e stantia”.

Come mai siete usciti proprio ora dalla maggioranza? “Il nostro no alla società strumentale sulla manutenzione è stata solamente l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso – continua il segretario di Sel -. Siamo contrari a una gestione dell’autodromo sempre in perdita che crea inquinamento acustico, alle nomine sempre delle stesse persone nei Cda di Hera, al parco delle Acque minerali utilizzato malamente e a un Psc (Prg dei 10 Comuni, ndr) che vuole ancora sottrarre zone al verde a favore delle costruzioni mentre noi pensiamo al cemento zero per i prossimi anni. Insomma, basta con l’arroganza del partitone che nelle riunioni di maggioranza dice agli alleati o ci stai oppure non ci interessa e andiamo avanti lo stesso”.


Dunque si prevede di arrivare alle elezioni con un candidato sindaco alternativo a Manca? “Certamente sì anche se non so se sarà davvero Manca il candidato del Pd, potrebbe essere un’altra persona che si chiama Daniele, ma non Manca. Per quanto ci riguarda, prima cercheremo un accordo sul programma con altre liste civiche e poi prevediamo di celebrare primarie per il candidato sindaco che potrebbe anche non essere di Sel”.

“Sulla società strumentale per la manutenzione hanno sbagliato tutto – sottolinea Raffaello Petti responsabile dell’organizzazione di Sel -. Intanto la giurisprudenza è divisa sulla possibilità di reintegro dei lavoratori in Comune in caso di fallimento e inoltre lo studio di fattibilità non ha tenuto nemmeno conto dell’aggiornamento dei costi al tasso di inflazione. Mi pare che in generale l’Amministrazione si contorni di persone mediocri che dicono sempre di sì e ciò non fa alzare il livello della qualità della politica in città”.

Per ora, Sel può contare su un buon rapporto con De Brasi che definisce la scelta del partito di Vendola a livello locale “coerente e coraggiosa, una posizione politica interessante di apertura al civismo in un momento di crisi economica e politica del modello emiliano. Il Pd continua a pensare di avere sempre la verità in tasca, ma diversi elettori si stanno stancando. Attiva resterà un’associazione che darà stimoli sui problemi della città, dunque non darà vita a una lista civica ma in autunno il nostro obiettivo è quello di organizzare un’assemblea pubblica, una specie di stati generali della cittadinanza imolese per promuovere idee nuove con metodi diversi dalla solita arroganza dei vertici di viale Zappi”.

(Massimo Mongardi)