Imola. L'opera di riassetto dei trasporti pubblici urbani ideata dall'assessore Bondi viene criticata dagli esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà. L'accusa è quella di aver progettato una manovra tesa al risparmio che alla fine, grazie anche al pagamento del progetto (affidato ad una ditta esterna remunerata), si rivela quasi nullo con 100mila euro di costo (dai quali bisogna scalare il costo del progetto) e aggiunge disagi a vaste fette di città lasciate senza servizio. “La Pedagna est è completamente isolata. I centri sportivi, il palazzetto dello sport e l'istituto Scarabelli – spiegano i rappresentanti di Sel Imola- non sono più mete degli autobus. Difficoltà enormi segnalate dai cittadini. Da notare anche l'accorciamento del percorso della linea che percorre il quartiere Zolino, lasciando, anche qui, un pezzo di territorio ad alta densità abitativa, completamente scoperto. A ragion del vero, le uniche note positive del riassetto emergono con il potenziamento della linea che collega la città con la posta centrale di via Grieco e la linea Imola – Sasso Morelli – Sesto Imolese”. Sembra comunque essere troppo poco se si nota che gran parte di questi potenziamenti sono stati ottenuti grazie alle rimostranze e alle pressioni fatte dal Forum “Zona Industriale”, tramite la sua presidente Angioletta Sartoni. “Forse, quanto proclamato nella scorsa campagna elettorale dall'attuale Primo Cittadino di Imola, ovvero di non tagliare nessun servizio ai cittadini è stato dimenticato, visti gli ultimi risultati”.