Imola. Critiche pesanti alla costituzione della nuova società di scopo piovono sul sindaco Daniele Manca. A spedirle è il Movimento 5 stelle: “Quello che ci piace sottolineare è il mirabile tentativo del primo cittadino di eludere l'evidenza affermando che tale società ‘non è fra quelle che si intende colpire’ perchè ‘nel nostro caso non si tratta di prestazione di servizi ma di trasferimento di funzioni’, cosa che ci fa tanto ricordare la differenza spiegata nel film ‘Amici Miei’ tra ‘impotente’ e ‘non trombante’, aggiungendo poi che se per caso si sbagliasse di sicuro a modificare la legge ci penserebbe niente po’ po’ di  meno che il prossimo governo che lui con lodevole ottimismo è certo di poter influenzare”.
Dopo lo scambio di pareri avuti con l’assessore al Bilancio Donatella Mungo, i “grillini” insistono sull’aggravio di costi che andranno a pesare sui cittadini; “sia afferma che questa società non moltiplica i costi ma purtroppo si dimentica di accennare che su quello del personale finiremo per pagarci sopra anche l'Iva, cosa che si tradurrà in un aggravio per noi cittadini di circa mezzo milione di euro”.
Sul fatto che “questa società sarebbe stata creata addirittura proprio anche per evitare gli esuberi voluti dal governo Monti, che il suo partito appoggia, ricordiamo che questa geniale società è stata progettata ben prima del decreto incriminato, quindi il tentativo di ergersi a salvatore dei dipendenti pubblici pare quantomeno ardito se non proprio a rischio pernacchia. Inoltre il sindaco trascura di aggiungere, come invece ricordano benissimo sindacati e impiegati comunali, che gli organici dei servizi esternalizzati paiono già sottodimensionati e male che vada ricorrendo al pensionamento i tagli da lui minacciati sarebbero tranquillamente realizzabili senza traumi e senza bisogno di questo nuovo fantasmagorico contenitore”.
Ma nel mirino dei “grillini” finisce anche la scelta dell’amministratore delegato. “Ricordiamo che lo studio di fattibilità della Beni Comuni srl è stato voluto e pagato dal Conami senza che il Comune l'abbia mai ordinato, col sorprendente risultato che il direttore generale della nuova società, guardacaso, sarà proprio l'attuale direttore generale del Conami. C'è chi definisce la cosa come ‘coincidenza fortuita’ ma vi assicuriamo che sono sempre di più quelli che la chiamano con termini molto meno eleganti. Per quanto ci riguarda ci riserveremo di analizzare i conti di questa azienda, di citare per danni i consiglieri che l'hanno approvata per l'importo di tutti i maggiori costi sopportati dal nostro comune, e se ne avremo la possibilità ne valuteremo anche la chiusura col reintegro dei dipendenti nel settore pubblico, perchè a questa gente che si professa ancora di centro sinistra nonostante applichi ricette della destra più classica, ricordiamo che accanto alla possibilità da loro evidentemente contemplata che questi lavoratori siano troppi e lavorino poco c'è anche quella che chi li dirige non sia in grado di fare il suo mestiere”.