Caro direttore,
credo che una parte dei nostri mali, dei nostri problemi, derivi da noi, dal nostro comportamento spesso pressapochista, dalle nostre regole, dalla staticità della politica e, spesso, anche dalla mancanza di senso civico. Siamo oltre 60 milioni ma, a parte quando gioca la nazionale di calcio, ognuno fa da sé!
Ci preoccupiamo se Marchionne licenzia alla Fiat, ma continuiamo a comprare una valanga di auto straniere e di Suv!
Abbiamo la Ducati, Guzzi, Aprilia, Bimota, Piaggio con una grossa gamma di scooter… ma nel 2011 abbiamo praticamente fatto chiudere Gilera e Malaguti pur di riempirci di Honda, Suzuki, Kawasaki, Bmw e Harley Davidson.
Anche le pubbliche amministrazioni sono troppo spesso malate di “esterofilia”. Compriamo le noci dagli Usa, l’aglio dall’Argentina… ma non cresce l’aglio a S. Prospero?
Produciamo il miglior olio del mondo… ancora per poco! Il costo della raccolta delle olive non regge la concorrenza di olio “taroccato” importato senza molti controlli. Analogalmente per molti tipi di frutta e di verdura: pomodori da Belgio, Olanda e Cina! Mia nonna li aveva nell’orto! I coltivatori sono vessati dagli adempimenti burocratici, dalla Finanza e da introiti tardivi e incerti a fronte di lavoro e spese certe. Il pesce arriva spesso dall’altra parte del mondo, distruggiamo zone di foresta amazzonica per ricavarne pascoli e rifornirci di bresaola… mi fermo qui ma la lista dei misfatti è chilometrica.
Noi possiamo fare qualcosa che non ci costa nulla: compriamo italiano!
La provenienza di tutto, deve essere certificata sulle confezioni… salviamo i nostri prodotti e avremo tre vantaggi: maggior tutela della nostra salute, maggior tutela dell’ambiente e meno disoccupati in Italia. Solo questo, vale almeno venti autodromi!
(Gian Franco Bonanni)