Ravenna. In occasione della visita al porto del ministro Corrado Passera, il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, è tornato a chiedere la realizzazione della “Nuova Romea”. “L'E-55 – ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente Bassa Romagna – è un 'opera discussa, se non altro per il fatto che se ne parla da decenni, ma soprattutto è un'opera anacronistica, legata ad una concezione vecchia che vede nei tir, nel trasporto su gomma, lo strumento per lo sviluppo. Ormai sappiamo che la realtà è ben diversa: calo della domanda, aumento dei prezzi dei carburanti, ricorso massiccio a tir grechi, turchi moldavi, lituani, rumeni, ungheresi. Mezzi pesanti che hanno rubato traffico alle realtà dell'autotrasporto locale ricorrendo a turni di lavoro massacranti, bassi salari, mezzi meno sicuri e più inquinanti. Un trasporto che è solo di passaggio, con autisti che non si fermano nemmeno per mangiare, dormire o fare rifornimento. Arrivano a Ravenna, caricano e poi via all'estero. È questo il modello di  trasporto che vogliamo continuare ad incentivare, buttando via miliardi di soldi pubblici?”
Dai dati del rapporto Pendolaria realizzato ogni anno da Legambiente sul trasporto pendolare in Italia, risulta che tra il 2003 e il 2011 quasi il 94% dei finanziamenti per infrastrutture è andato alla realizzazione di nuove strade, mentre alle ferrovie è stato destinato appena il 6%. “Una cifra esorbitante per costruire strade, tangenziali, bretelle, in molti casi inutili e soprattutto dannose per ambiente, salute, territorio e produzioni agricole. E la tendenza verso un sempre maggiore consumo di suolo sembra non essere mutata: Passante Nord, Cispadana, bretella Campogalliano-Sassuolo, nuova autostrada Romea, sono solo alcuni dei progetti futuri previsti in regione e che, uniti a quelli lombardi e veneti, trasformerebbero l’intera pianura Padana in un’unica colata di cemento”.
“Ma c'è un altro aspetto, ancora più preoccupante – ha aggiunto Rambelli – in seguito al sisma che ha colpito l'Emilia, sono centinaia le iniziative di solidarietà, dall'invio di volontari alle raccolte di viveri, dalle iniziative per la raccolta di fondi alle azioni messe in atto per far ripartire il prima possibile il sistema economico e produttivo. È notizia di ieri che sono già pronti 2,5 miliardi di euro, ma ne servirebbe il doppio. Qual è il contributo di Ravenna? La richiesta di altri soldi pubblici per fare invece una strada inutile?”.