Emilia-Romagna. Legambiente Emilia-Romagna risponde alle dichiarazioni riguardanti la nuova autostrada Orte-Mestre di Alberto Armuzzi, presidente di Legacoopservizi in regione. “La Orte Mestre poteva essere un’opera propulsiva per l’economia ed il turismo locale negli anni 70. Oggi è necessario ripensare al modello di mobilità, trasferendolo su ferro come avviene già da decenni nei paesi più avanzati d’Europa”.

Solo destinando un’ampia fetta di risorse economiche allo sviluppo del trasporto su ferro, e parallelamente riducendo gli investimenti su nuove strade ed autostrade, si legge nel comunicato, si potrà avere uno sviluppo duraturo e sostenibile per i territori. A differenza di Armuzzi che ritiene necessaria l'opera proprio a causa della mole di traffico che “intasa” le altre strade, per Legambiente è proprio a causa della mancanza di alternative all'automobile e al trasporto su gomma in generale, che va imputata la congestione del traffico stradale. “Il problema non si risolve aumentando strade e consumando altro territorio agricolo, ma investendo seriamente sull’implementazione delle vie del ferro”. In chiusura il comunicato riporta un appello alle autorità cesenati, sul cui territorio dovrebbe passare il nuovo asse viario “Auspichiamo che anche il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, ed il presidente della Provincia Bulbi, rivedano la propria posizione sulla Orte-Mestre, aprendo un tavolo regionale per lo sviluppo della mobilità sostenibile, visti anche i serissimi problemi di inquinamento dell’aria che attanagliano il bacino padano, sempre più seriamente negli ultimi anni”.