Il radiatore serve solo a raffreddare il motore?!? E allora come si faceva quando erano solo le automobili ad essere raffreddate ad acqua?

Nossignori, il radiatore (e il relativo sistema di raffreddamento) hanno una funzione molto più nobile e significativa del semplice contenimento della temperatura del blocco motore a livelli accettabili per non far fondere un propulsore.


Il radiatore è una componente costruttivamente molto semplice, nel “sistema” motore: un pannello attraversato da una serie di tubazioni, che scorrono all'interno di una griglia fatta di tante alette che hanno lo scopo di dissipare il calore raccolto dal liquido che lo attraversa dopo aver permeato le cavità attorno al blocco motore.

Di forme e dimensioni parleremo dopo, quello che d'importante c'è da sapere è che, per via di una serie di leggi fisiche che non starò qui a citare, le temperature che salgono nel propulsore di una moto non solo possono portare al rischio di far fondere le componenti in movimento – il risultato più eclatante – ma, più semplicemente, senza arrivare alla tragedia del motore, lo privano di un po' della cavalleria che i due, tre, quattro cilindri (o più) offrono al motociclista per godersi i suoi itinerari di mototurismo o, argomento ancor più importante, gli tolgono decimi preziosi quando la moto è destinata alla pista e alle competizioni.

La temperatura ottimale da mantenere è attorno ai 75 – 80°, avere un valore superiore significa perdere potenza (in campo automobilistico ogni 10° tolti significa fornire un incremento di potenza dell'8%, per esempio). Le normali moto stradali hanno delle ventole per aiutare il radiatore a smaltire la temperatura in eccesso quando la moto viaggia a basse velocità o deve fare frequenti soste a motore acceso, come per esempio in città; le moto da pista non hanno le ventole, prima di tutto perché ridurrebbero la capacità di smaltimento della temperatura in quanto toglierebbero spazio libero all'aria che attraversa le lamelle quando la moto è in corsa e, in ogni caso, le velocità raggiunte aiutano questo smaltimento. In ogni caso i radiatori racing sono molto più grandi di quelli utilizzati normalmente nelle stradali.

I radiatori sono normalmente in alluminio, in spessori variabili tra i 22 e i 44 mm., sempre nella media, e possono contenere sia acqua (nel racing sempre distillata, per evitare formazioni calcaree che limiterebbero la velocità di attraversamento del liquido riducendo così la capacità di raffreddamento), sia olio, nelle moto più performanti si abbinano i due sistemi per favorire una migliore e maggiore dissipazione della temperatura. Nel caso del circuito dell'acqua è possibile aggiungere liquidi refrigeranti che aiutano a far scendere ulteriormente il calore sviluppato dal propulsore.

La manutenzione dell'impianto di raffreddamento è estremamente semplice: è sufficiente, saltuariamente, usare un getto d'acqua per togliere impurità o insetti che si fossero incastrati nelle celle, cosa che riduce il passaggio di aria e, ovviamente, la capacità di dissipare il calore, facendo comunque attenzione a non usare un getto troppo forte per evitare di piegare le alette, nel caso ve ne siano di piegate è sufficiente un piccolo cacciavite per raddrizzarle.

Un'ultima cosa che si può dire, per rendere il sistema di raffreddamento più efficiente, è quella che è bene utilizzare tubi in alluminio che smaltiscono meglio la temperatura piuttosto che i classici tubi in gomma. Volendo migliorare le prestazioni dell'impianto di raffreddamento della propria moto, nel caso di un mezzo destinato all'uso in pista si valutano le dimensioni e lo si può dotare di radiatori supplementari per utilizzare anche un circuito ad olio, se non era previsto. Nel caso delle stradali non è possibile fare molto perché gli spazi dove poter alloggiare un radiatore supplementare sono esigui, in ogni caso, per molte moto, si possono disporre dei piccoli radiatori triangolari alloggiati solitamente lateralmente.

In definitiva, il radiatore come abbiamo visto è una parte della moto molto semplice ma assolutamente fondamentale per il buon funzionamento, prima ancora che per delle buone prestazioni, importanti senz'altro più a chi va in pista ma da non sottovalutare anche a chi si dedica semplicemente al mototurismo.

I mesi estivi sono quelli nei quali è più facile e frequente utilizzare la moto, una manutenzione semplice sarà quindi il segreto per utilizzarla in sicurezza e senza il rischio che le alte temperature possano causare danni. Senza troppa fatica…

Tiziano Monti con la collaborazione di Mirco Totti – RTM Imola Radiatori