Imola. Vale la pena scorrere i programmi delle edizioni passate del festival “Acqua di terra/Terra di luna”. Vale la pena farlo a maggiore ragione oggi, nel 2012, quando si terrà l’ultima edizione di questa importante manifestazione teatrale. E vale la pena farlo perchè in quell’elenco passa la storia del teatro di ricerca, di sperimentazione, chiamiamolo come vogliamo, degli ultimi 30, 40 anni. Badate bene non parliamo di artisti sconosciuti, ma di coloro che oggi calcano le scene più importanti del panorama teatrale nazionale e ottengono premi in ogni dove.
Una scena di Stefano Randisi ed Enzo Vetrano, che del Festival sono stati gli ideatori e direttore artistici, nell’ormai lontano 2001 si inventarono una formula capace di portare il teatro in luoghi bellissimi e sconosciuti ai più della Vallata del Santerno, e in quei luoghi hanno lasciato le loro tracce un numero infinito di attori e compagnie teatrali. Nominarne qualcuno sarebbe fare torto agli altri, lasciamo a voi la possibilità di sfogliare questo elenco.
E oggi, mentre saltano i mega spettacoli e nuovi artisti si inventano un “nuovo” modo di presentare al pubblico la loro arte, noi chiudiamo un festival che ha fatto di queste nuove modalità la sua fortuna. Davvero lungimiranti. A onor del vero dobbiamo dare atto agli assessori alla Cultura del Comune di Imola, Valter Galavotti, e di Borgo Tossignano, Renato Sartiani, di averci creduto fino in fondo, a differenza di altri loro colleghi.
Tant’è. Il 2012 sarà l’ultimo anno del Festival “Acqua di terra/Terra di luna”. Un addio con quattro Francesco “Fry” Moneti dei Modena City Ramblersspettacoli tra Imola e Borgo Tossignano interamente concentrati in un lungo fine settimana, dal 25 al 28 luglio. Il programma si apre con i due spettacoli conclusivi dei laboratori offerti a giovani e appassionati di musica e di teatro della Vallata del Santerno, condotti rispettivamente da Francesco “Fry” Moneti dei Modena City Ramblers e dall'attore e regista Marco Manchisi,  e prosegue con due spettacoli teatrali di grande impatto emotivo: “Italianesi” di Saverio La Ruina e “Totò e Vicé” di Enzo Vetrano e Stefano Randisi.
Anche quest'anno il filo conduttore che lega le quattro serate sarà un tema contingente: il disagio. Disagio individuale, generazionale, sociale, storico. E in effetti, in ognuno di questi spettacoli è racchiuso un po’ del nostro disagio che oggi ci fa decidere che questa bella esperienza si è conclusa.
“Per dodici anni abbiamo sviluppato un progetto culturale fatto di teatro, musica, formazione, ricerca, incontri, sperimentazione e produzione che ha avuto nel pubblico e nei partecipanti ai laboratori la sua forza di penetrazione nel territorio – affermano Stefano Randisi ed Enzo Vetrano -. Con questa edizione si chiude un ciclo, ma vogliamo sperare di aver seminato qualcosa che rimarrà nella memoria di chi lo ha vissuto e che potrà generare nuove, appassionanti avventure. Grazie a tutti coloro che hanno sostenuto, apprezzato e incoraggiato le nostre scelte e a tutti coloro che lo hanno reso possibile partecipando col loro aiuto al nostro lavoro”.
D’altra parte è giusto prendere atto che questo festival, per come era nato, oggi non c’è più. Certo c’è la crisi, le risorse sono meno, ma non solo per questo tre comuni su cinque si sono defilati. Resta la speranza o l’auspicio dell’assessore Galavotti, che, chiusa questa esperienza, si possa rilanciare con altre proposte.
“E’ normale che queste cose succedono – ci dice Randisi -, i progetti nascono tra persone, poi queste cambiano e fanno scelte diverse. Così ci si è allontanati dall’idea originaria e continuare in questo modo non aveva più senso. Restano risultati importanti, abbiamo portato artisti e compagnie di primo piano, molto suggestivo è stato il lavoro fatto nella Vallata che ci ha portato alla scoperta di posti per tanti sconosciuti, posti bellissimi dove il teatro risaltava ancor con più forza. E’ chiaro che se ora si vorrà lavorare per fare nascerà qualcosa di altro, dovrà avere nuove basi”.
“Per reinventarsi qualcosa di nuovo occorre una nuova volontà politica – aggiunge Vetrano. Occorre sentire questo progetto come una cosa propria e non solo di chi lo organizza. Il teatro è vita, indagine della realtà, lettura critica di ciò che ci circonda, è cultura. Bisogna essere convinti che iniziative come queste sono utile alla crescita culturale delle nostre comunità”.
In questa situazione vi è anche un problema tecnico, nel 2012 scade il bando triennale della Regione e per accedere al nuovo occorre presentare i progetti entro i primi mesi del 2013. Con le elezioni alle porte diventa tutto molto difficile.
Chissà cosa ne pensano le migliaia di persone che hanno partecipato agli spettacoli, coloro, e sono tanti, che si sono commossi in molte occasioni, i tanti che hanno partecipato laboratori che sono stata un’altra bella caratteristica del Festival. Certo, l’ultima parola non spetta a loro, ma la loro voce possono farla sentire.
(Valerio Zanotti)

Informazioni tecniche
Inizio spettacoli: ore 21.45. Apertura biglietteria: ore 21.15. Non sono previste le prenotazioni.
Ingresso agli spettacoli: 7 euro
Per informazioni: Tel. 328/6839488 – www.acquaditerraterradiluna.cominfo@acquaditerraterradiluna.com


Con il contributo di: Assessorati alla Cultura dei Comuni di Imola, Borgo Tossignano, Regione Emilia – Romagna, Provincia di Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio di Imola
Sponsor: Con.Ami, Confesercenti, Mela Imola  
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