Bologna. “L’eresia dei magnacucchi sessant’anni dopo” è il titolo di un volume curato da Leraco Andalò e pubblicato da University Press. La pubblicazione contiene gli atti del convegno “L’eresia dei magnacucchi sessant’anni dopo” (Bologna, 30 settembre – 1 ottobre 2011) promosso da Luigi Pedrazzi, Giuseppe Cucchi e Learco Andalò, corredato da alcuni documenti esposti nella mostra “L’eresia dei magnacucchi 1951-1957” (Bologna, Biblioteca comunale dell’Archiginnasio 27 settembre – 15 ottobre 2011). Mostra tuttora visitabile nel sito web della Biblioteca.
I contributi inseriti nel volume prendono in esame, sotto vari aspetti, la vicenda dei parlamentari emiliani Valdo Magnani e Aldo Cucchi (spregiativamente soprannominati “Magnacucchi”), usciti dal Pci nel gennaio 1951 criticando la supina adesione di quel partito alla politica estera dell'Urss, e il movimento a cui diedero vita fra il 1951 e il 1957, denominato prima Movimento lavoratori italiani (Mli) e poi Unione socialista indipendente (Usi). Al di là dell'incidenza politica di questo movimento, soffocato dal confronto fra i due blocchi durante gli anni della guerra fredda, emergono dai saggi pubblicati vicende poco note, ma importanti della storia politica e culturale dell'Italia degli anni '50 del Novecento. Basti ricordare la violenta campagna del partito comunista contro Magnani e Cucchi, che lo stesso Togliatti definì in una celebre intervista “due pidocchi sulla criniera di un cavallo di razza”, ma anche la passione politica disinteressata con cui i due parlamentari, e altre personalità più o meno note che si unirono ad essi, si dedicarono a diffondere le loro posizioni e costituire il movimento dei “socialisti indipendenti”, che porterà un piccolo ma decisivo contributo, durante le elezioni politiche del 7 giugno 1953, alla sconfitta del progetto di “legge truffa” voluto dalla Dc e dai partiti centristi.
La parabola del movimento creato da Magnani e Cucchi si esaurì nel 1957, in piena destalinizzazione, con la confluenza di molti esponenti nei partiti della sinistra. Emerge però da questa singolare esperienza politica e culturale, come risulta dai saggi pubblicati, uno sforzo di testimoniare valori e progetti che anticiperanno alcune posizioni che la sinistra italiana farà sue con fatica molti anni più tardi, come l’unità tra le forze socialiste, l’indipendenza e la dignità della nazione, la democrazia interna ai partiti della sinistra, la ricerca di una “via italiana” al socialismo, l’autonomia e l’unità delle forze sindacali.

Learco Andalò è nato a Toscanella di Dozza Imolese, (Bo) il 3 novembre del 1931. Socialista e militante storico del socialismo, è stato consigliere comunale, assessore al commercio, alla polizia urbana e al decentramento nel Comune di Imola (1964 – 1980) e assessore alla cultura alla Provincia di Bologna. E' stato presidente dell'Associazione Erasmo di Imola, promuovendo e realizzando convegni, congressi e mostre in varie città europee ed extraeuropee tra cui: “Leonardo artista delle macchine” (1994), “Caterina Sforza una donna del Cinquecento” (2000), “I Borgia l'arte del potere” (2002) e “Leonardo, Machiavelli, Cesare Borgia. Arte, storia e scienza in Romagna” (2003), delle quali ha curato anche i cataloghi. Ha al suo attivo anche altri studi e pubblicazioni relativi a temi politici, culturali, di amministrazione pubblica. Attualmente collabora con istituzioni culturali italiane e straniere.