Quali sono le caratteristiche che deve possedere un buon casco dedicato al mototurismo, a parte – naturalmente – quelle della solidità che possa proteggere la testa in caso di urto, ma per questo possiamo solo fidarci delle certificazioni e dei test di omologazione, oltre che dei materiali con i quali è costruito.

Le uniche caratteristiche delle quali possiamo avere un immediato riscontro riguardano il comfort durante l’uso, comfort che deve essere assicurato dalla comodità della calzata, dall’assenza di appannamento, dalla buona ventilazione interna e dalla silenziosità, soprattutto.

il casco HJC SY-MAX III con la visiera parasole abbassataPoi sono da considerare anche altri particolari: in un casco flip up come quello di questo test, un HJC SY-MAX III dedicato al mototurismo, la precisione dell’aggancio della mentoniera, precisione che significa anche un aggancio solido che – nel malaugurato caso di una caduta – impedisce alla mentoniera di aprirsi al momento dell’urto causando così un bruttissimo trauma alla mandibola.

Altri dettagli, pur se meno importanti dal punto di vista della sicurezza, riguardano la predisposizione, per esempio, all’applicazione di dispositivi blue tooth – un cellulare, un interfono, o ambedue – la presenza di una visiera parasole e la praticità del suo sistema di inserimento, la facilità di smontaggio degli interni per un eventuale lavaggio, la semplicità nella sostituzione della visiera, la meccanica in generale…

Calotta in fibra di vetro e mentoniera in policarbonato, il SY.MAX III è il numero due tra i caschi apribili della HJC, l’abbiamo provato sia in autostrada – in un percorso veloce – sia nel corso di un test di un maxiscooter su un itinerario misto-veloce sulle colline toscane, in questo caso anche con soste prolungate per le esigenze dei fotografi e degli operatori.

Nel percorso veloce abbiamo potuto verificarne la silenziosità e la ventilazione che alle alte velocità può offrire. Per quanto riguarda la prima l’HJC si è dimostrato nella norma, ai livelli migliori, nonostante si tratti di un “apribile”. Dal punto di vista della ventilazione il risultato è stato decisamente soddisfacente: l’afflusso di aria all’interno del casco è abbondante e ben direzionato dai quattro ugelli posizionati sul bordo interno del profilo superiore e, nonostante l’alta temperatura esterna, le feritoie all’interno del casco davano una piacevole sensazione di fresco.

È stato interessante verificare, inoltre, nel corso del test “collinare” che, nonostante le soste prolungate sotto un solleone che portava la temperatura esterna prossima i 40°, non si sono verificati fenomeni di appannamento. È vero che sarebbe stato più indicativo un test effettuato sotto la pioggia o al freddo, ma siamo convinti che con la controvisiera interna “antifog”, da applicare con i pin lock, il risultato sia il medesimo.

Il casco ha un visiera parasole inseribile con un comando a scorrimento sulla sommità della calotta. Il comando ha una ritenzione a molla e ha dei blocchi che possono arrestare la visiera in tre posizioni. Ad onor del vero le prime due sono facilmente agganciabili, per arrivare alla terza occorre invece tenere premuto il pulsante di sblocco contemporaneamente all’avanzamento della leva, e questa manovra, soprattutto se fatta in movimento, al contrario degli altri due inserimenti, non è per niente agevole, d’altra parte questa posizione dovrebbe servire soprattutto per lo sganciamento della visiera, attuabile semplicemente afferrandola e tirandola verso il basso, operazione anche questa semplice da eseguire, così come è semplice il suo reiserimento agganciando i punti laterali di rotazione e spingendola verso l’alto.

sulla sommità dell'HJC SY-MAX III il cursore per far scendere la visiera parasolo, appena sotto lo spoiler sotto il quale si aprono du efficienti prese d'aria per la ventilazione interna del cascoRiguardo a questo dispositivo, tra l’altro, ci è rimasta una perplessità: per quanto il dispositivo a molla, assolutamente comodo nell’uso, soprattutto nello sblocco, il dubbio riguarda l’affidabilità nel tempo, in ogni caso la qualità costruttiva generale predispone ad un pensiero positivo.

A qualcuno non piace dover portare la mano sulla sommità del casco per manovrare la leva per l’inserimento della visiera, noi usiamo regolarmente un casco di un’altra casa che ha posizionato la leva nello stesso modo e non troviamo assolutamente né difficoltosa né pericolosa questa manovra (a patto di non cercare di farla in piega a 200 all’ora in sorpasso…).

Dal punto di vista costruttivo il SY-MAX III dimostra un aspetto assolutamente affidabile, come abbiamo già detto al proposito della visiera interna, per esempio il sistema di sblocco della visiera per la manutenzione è preciso, comodo e semplice da manovrare: è sufficiente aprirla completamente e sul punto di rotazione troviamo una ampia leva la quale, premendola, sblocca la baionetta che trattiene la visiera, che esce agevolmente, alla stessa maniera riposizionarla risulta altrettanto comodo e veloce.

Sul lato sinistro del casco è presente uno sportellino che copre lo spazio dedicato all’inserimento del comando di un interfono blue tooth; dal punto di vista della ventilazione il casco presenta anteriormente le tradizionali due aperture, una sotto il mento e una sopra la visiera, la prima è comodamente azionabile, la seconda – con i guanti – è meno agevole (si tratta di un piccolo cursore). Le prese d’aria sono sia frontali – accanto al cursore – sia sul retro del casco, sotto uno spoiler che probabilmente favorisce anche l’innesco di un effetto venturi con le turbolenze che si sviluppano dietro esso, altre due aperture, protette da due griglie, sono posizionate sempre sul retro quasi alla base del casco.

il casco aperto, in basso si nota la copertura della predisposizione al blue toothPassando all’interno del casco la prima nota di merito va alle imbottiture, veramente confortevoli: il casco si è dimostrato subito comodo e avvolgente, favorito anche dai suoi 1600 grammi di peso nella versione XXL, quella oggetto del test. Il sottogola rimovibile è efficace nella protezione offerta per impedire l’ingresso di aria dal mento (utile soprattutto nei mesi freddi) e la sua rimozione, come l’inserimento, sono risultati semplici e precisi.

Anche l’imbottitura interna è comoda da rimuovere e da reinserire, grazie agli “automatici” e agli inserti in plastica che vanno posizionati nei punti di incastro, una volta posizionata è solidamente assicurata al casco.

Il SY-MAX III ha un prezzo “ufficiale” di 303 € ed è proposto in quattro varianti di colore: un giallo fluorescente, senza dubbio appariscente, un nero opaco, un grigio metallizzato e un bianco perlaceo, il colore del casco che abbiamo avuto in prova e che a noi è piaciuto molto, come colore e finitura.

Il giudizio finale per questo casco HJC riguarda sia la qualità meccanica sia l’efficienza del casco e, per quanto ci riguarda, si propone sul mercato del mototurismo a pieni voti: il montaggio e il rimontaggio delle varie componenti per la manutenzione si è dimostrato semplice e preciso, oltre che solido, il casco si è dimostrato assolutamente confortevole e ben aerato sia alle alte velocità sia nei percorsi urbani, il SY – MAX III ci piace esteticamente e l’unica cosa che non abbiamo provato è stata la sua efficacia contro gli urti.

Ma per questo preferiamo fidarci dei test internazionali sui materiali e sul casco stesso per la sua omologazione, piuttosto che provarlo in prima persona…

 

a cura di Paolo Bastoni – www.motoinmoto.info

 

per informazioni: www.hjc-europe.eu/it/hjc/rivenditoriwww.motoactionimola.it/it/caschi-moto/caschi-modulari/casco-modulare-sy-max-iii–10098