Bologna. Una “nomina inopportuna” quella di Enrico Sangermano quale nuovo direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate dell’Emilia Romagna. Ad affermarlo sono a Cgil Emilia Romagna, Funzione pubblica nazionale e regionale.
“Esprimiamo grande preoccupazione per la nomina di una persona sottoposta ad indagine giudiziaria. Vale sempre la presunzione di non colpevolezza, tuttavia la scelta di mettere a capo dell’Agenzia dell’Emilia Romagna l’ex direttore regionale della Campania appare quantomeno inopportuna e discutibile”.
Secondo fonti giornalistiche “su tale persona pende un’indagine della Procura di Napoli per ‘corruzione, peculato e truffa aggravata’. Un’indagine – secondo gli stessi organi di informazione – scaturita dall’inchiesta su un clan camorrista, che nel marzo scorso ha portato in carcere ventidue persone e altre venticinque agli arresti domiciliari”.
“L’Emilia Romagna, purtroppo, non è in territorio esente da infiltrazioni della criminalità organizzata – sottolinea la Cgil -, di varia provenienza, in particolare nel tessuto economico. L'ultimo rapporto della Direzione investigativa antimafia denuncia un aggravarsi della situazione anche nella nostra regione. E’ del tutto evidente che il primo presidio contro queste infiltrazioni è rappresentato da quelle istituzioni dello Stato che sono chiamate a reprimere tali attività criminose. Una lotta durissima che richiede innanzitutto la certezza della assoluta trasparenza ed integrità morale delle persone che sono chiamate ad operare nell’ambito di tali istituzioni, a maggior ragione se con incarichi ai massimi livelli dirigenziali. Per questo, lo ribadiamo, fermo restando la presunzione di non colpevolezza e la necessità che la magistratura porti a termine il più rapidamente possibile le proprie indagini allo scopo di appurare la verità dei fatti, riteniamo non opportuna tale nomina”.