Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta inviata dal presidente della Calderana Srl.

Cari cittadine e cittadini di Russi e, soprattutto, a voi ragazze e ragazzi del Comune di Russi, a voi che siete il futuro e, speriamo, il rinnovamento di una classe politica incapace di prendere decisioni a favore del territorio e dell’ambiente, solo per il fatto che certi argomenti sono “scomodi”, poco appetibili dal punto di vista elettorale e, perché no, anche un po’ complessi da approfondire, perché per farlo ci potrebbe volere un po’ di tempo, di impegno e anche un po’ di umiltà, aggettivo ormai veramente evanescente e raro nel mondo politico in generale.
Vi scrivo, perciò, questa lettera aperta per portarvi a conoscenza della mia prima partecipazione al vostro consiglio comunale che si è svolto a Russi il 3 luglio scorso. Ci ho pensato un po’ prima di farlo e, francamente, non sono ancora sicuro se raccontare questa esperienza sia per voi interessante; però sono abituato a dire le cose che penso, anche perché, in democrazia, questo sforzo è il migliore allenamento che possiamo fare per provare a condividere una linea, un principio, un obiettivo. Tutto questo si fa con il dialogo. Dialogo costruttivo naturalmente, non parole vane, aleatorie o non corrispondenti ai fatti, oppure vuote di contenuti o semplicemente “curve”, dove l’obiettivo è “girarci intorno il più possibile ma… non entriamo nello specifico, al nocciolo della questione”.

Questo, però, è quello che è accaduto nel consiglio comunale
– il sindaco parlando di Calderana ha evidenziato che i monitoraggi finiranno a settembre e che, solo allora si prenderanno decisioni in merito, ma ha anche asserito che poi non ci sono tutti i problemi che afferma la società Calderana;
– l’ex sindaco Vanicelli (che ci ha chiamato nel 2006 per bonificare il sito a costo zero per il Comune) non ricorda più nulla. Anzi, visto che Retini si è impegnato a pagare i costi di bonifica con denaro pubblico (dei Russiani o attraverso fondi Regionali? Così in quest’ultimo caso pagherebbero anche i cittadini dei Comuni limitrofi) chiede addirittura che la nostra società paghi ulteriori oboli, non ho capito quali, per il miglioramento ambientale del sito;
-il consigliere Cellini, arrivato in ritardo, interviene dicendo: “Mah, stiamo parlando di eternit? Non abbiamo detto di no? È cambiato qualcosa?”, evitando così di affrontare la tematica delle responsabilità sull’inquinamento dell’ex discarica comunale;
– il capogruppo di “Libera Russi Conti” richiama l’attenzione sul problema ambientale della discarica, ma attende… (e sempre si attende, e sempre si rimanda) il resoconto della maggioranza; strano che subito dopo la stesso Conti abbia indossato un “abito diverso”, più green, suggerendo di effettuare la raccolta differenziata  alla “Fira di Set Dulur”;

È certamente molto meglio “ipotizzare” mega o micro raccolte differenziate stando seduti sulla sedia che prendere la scopa e togliere velocemente la “monnezza da sotto il tappeto” parlando dell’ex discarica comunale di via Calderana.
Ma fino qui è tutto normale, in politichese, naturalmente dove l’importante è girare attorno al problema.
Ormai noi di Calderana ci siamo abituati: è dal 2006 che parliamo con “gli amministratori e ex amministratori” di Russi, primo fra tutti Vanicelli, persona che continua a dire cose non vere e che, con il suo comportamento, ha creato danni alla nostra società; a tal proposito ci riserviamo un’azione legale nei suoi confronti.
Ma ora basta parlare del passato, vorrei ritornare a voi giovani per dirvi quello più mi ha sconcertato nella seduta consigliare: verso la metà della serata si è aperto un dibattito sullo stabilimento ex Eridania (mi hanno detto che succede spesso) dove il mantenimento di otto posti di lavoro all’insaccamento era a tratti difeso o attaccato da una parte o dall’altra delle componenti politiche. Su questa tematica l’assessore alle Attività produttive,  Bosi, ha affermato: “Non è mai successo che una ditta che voglia investire a Russi non sia stata ascoltata dall’amministrazione”.
E allora chiedo: “Ma i nostri 6 posti di lavoro fanno schifo all’amministrazione comunale? Perché Calderana non è mai stata ascoltata? Perché non c’è permesso di presentare il nostro progetto?”.
Calderana Srl necessita di: n. 2 laureati in scienze ambientali, n. 1 geometra, n. 3 operai. E li vorremmo giovani, come giovani sono la maggior parte dei dipendenti delle aziende del Consorzio Astra, di cui Calderana fa parte, che ha assunto 4 tecnici qualificati anche nel 2011 per la gestione operativa dei Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, per capirci le nostre lavatrici, telefonini, aspirapolveri e… udite… udite, anche i televisori e i frigoriferi che in casa sono utili ma fuori dalla porta sono qualificati pericolosi – quasi come l’eternit! Quindi? Scappiamo tutti?
Non dovevamo assumere 4 persone perché il frigorifero è classificato pericoloso? Non dobbiamo assumere 6 persone perché l’eternit è  classificato pericoloso?
C’è solo una piccola ma grande differenza: mentre il frigorifero dentro casa è utile fuori dalla porta è pericoloso, invece, l’eternit è pericoloso sui tetti mentre dentro una discarica è innocuo.
Allora, affrontiamo l’argomento e facciamo lavorare queste 6 persone di Russi risolvendo qualche problema ambientale? Utilizziamo parte delle risorse che l’Università di Scienze ambientali di Ravenna ci “sforna” ogni anno?
Dimenticavo, una domanda per il consigliere Cellini, che è intervenuto fuori tema, ricordandogli il nostro principale quesito: “Chi paga per mettere in sicurezza la vecchia discarica comunale di Russi?”.
La nostra risposta è: “Se il rifiuto lo teniamo nel nostro sito e ci accogliamo le spese di bonifica e di gestione per i prossimi 30 anni, lo paga Calderana col suo progetto, diversamente mi dica il consigliere Cellini  quando e come se lo porta via e con quali risorse?”.
(Boris Pesci, presidente di Calderana Srl)