San Lazzaro di Savena (BO). L’atto finale della storia dell’Eurodent, azienda di prodotti elettro-medicodentali, era cominciato male e sta finendo peggio. Sono infatti arrivate con raccomandata, venerdì 27 luglio, le lettere di licenziamento per 65 lavoratori. Il rapporto di lavoro è chiuso. Niente da fare, dunque, nemmeno con l’asta riconvocata per settembre, dopo quella di giugno andata deserta, per possibili acquirenti. Alla fine di novembre 2012 terminerà la Cassa integrazione per i 65 lavoratori e scatterà la Mobilità.
Ma ricostruiamo la storia recente della fabbrica. Nel 2010, dopo mesi di straordinari, scatta la Cassa integrazione per due giorni alla settimana. Poi nel maggio 2011, tutti i lavoratori vengono posti in Cassa integrazione a zero ore.
Siamo nel giugno 2011. Davanti al prospettarsi di un possibile fallimento, la direzione annuncia che un possibile acquirente si sarebbe presentato con un piano di rilancio: acquistare l’azienda, licenziare 34 lavoratori e assumere i restanti a tempo determinato.
Proposta inaccettabile per la Rsu e per i lavoratori che continuano intanto i presidi sui cancelli, sulla strada e davanti ai supermercati della zona per fare conoscere la situazione. Intanto spuntano documenti ufficiali dal Piano operativo comunale di San Lazzaro, che prevede per l’area Eurodent una riqualificazione e un cambio di destinazione d’uso da industriale a commerciale.
Il sindaco di San Lazzaro, Marco Macciantelli, respinge le accuse di alcuni lavoratori di favorire, con il cambio d’uso, il licenziamento dei lavoratori, intanto spuntano documenti preoccupanti sul possibile acquirente con tanto di scatole cinese di società fittizie, che portano la sede di queste in Belgio.
Tutto il piano salta e il curatore fallimentare convoca per l’estate 2012 un’asta, che va deserta e tutto ricomincia. Tutto ma non per i lavoratori. La loro storia di dipendenti Eurdent finisce qui. Cosa resterà della fabbrica, pochi lo sanno. Sarà il futuro a dire se questa storia fosse collegata ad un’area appetibile per un futuro a carattere commerciale o se la sua fine sia dovuta solo all’incapacità gestionale della classe dirigente dell’azienda.
Il futuro parlerà per tutti. In ogni caso 65 lavoratori hanno perso il lavoro.