Bologna. 85 morti e 200 feriti. Molti dei quali in modo permanente. Ore 10.25. Stazione di Bologna. Una bomba fascista esplode nella sala di attesa di seconda classe. Verranno ritrovati pezzi di corpi umani fino sui viali. Una deflagrazione spaventosa. Corpi distrutti verranno ritrovati schiacciati contro le pareti di ceramica dei bagni. Un esplosione che fa crollare tutta la zona centrale della stazione. Un cratere di decine di metri. La vittima più piccola ha solo tre anni. Si chiamava Angela Fresu. Disintegrata. La verità sulla strage deve essere disintegrata. Questo è quello che da tempo si vuole da certi ambienti di destra. Sì, perché la strage fu fascista. Le radio e le tv, indicando le posizioni del Governo presieduto dal democristiano Francesco Cossiga, parlarono subito di una caldaia difettosa scoppiata. Ma il cratere emerso dalle macerie dimostrò in realtà che era stata collocata una bomba nella sala di seconda classe. Si costituì l’associazione “Familiari vittime della strage 2 agosto 1980”, presieduta da Torquato Secci (dal 1981 al 1996, anno in cui morì, poi presieduta da Paolo Bolognesi) il quale aveva perduto nella strage il figlio Sergio. L’inchiesta partì subito, e subito vennero dimostrati i sospetti sulla matrice fascista. Le fasi dei processi furono lunghissime e costellate da infiniti depistaggi. Ma lentamente e con fatica, attraverso una complicata e discussa vicenda politica e giudiziaria, e grazie alla spinta civile dell'associazione dei familiari, si giunse ad una sentenza definitiva della Corte di Cassazione il 23 novembre 1995. Vennero condannati all'ergastolo, quali esecutori dell'attentato, i neofascisti dei Nar Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del Sismi Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare, Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, vennero condannati per il depistaggio delle indagini. Il 9 giugno 2000 la Corte d'Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio: 9 anni di reclusione per Massimo Carminati, estremista di destra, e quattro anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del Sismi di Firenze, e Ivano Bongiovanni, delinquente comune legato alla destra extraparlamentare. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, con condanna a 30 anni confermata nel 2007. Anche lui continua a dichiararsi innocente.
Eventuali mandanti della strage non sono mai stati scoperti. Ma ancora a distanza di anni la destra italiana e i suoi esponenti cercano ancora di attribuire ad altri soggetti la responsabilità della strage. Spesso coinvolgendo militanti dell’Olp. Viene costituita la Commissione Mitrokhin. Dalla sua cella, a Parigi, Carlos, pseudonimo del terrorista filo palestinese Ilic Ramirez Sanchez, affermò che “la commissione Mitrokhin cerca di falsificare la storia” e che “a Bologna a colpire furono Cia e Mossad”, con l'intento di punire e ammonire l'Italia per i suoi rapporti di fiducia reciproca con l'Olp, che si era segretamente impegnato a non colpire l'Italia in cambio di una certa protezione.
Ancora oggi, a distanza di 32 anni dalla strage del 2 agosto 1980, è possibile vedere, attraverso i vari processi, come si snodano dentro depistaggi e accuse e giudizi definitivi, nomi e cognomi di personaggi dei servizi segreti, delle istituzioni e delle frange neofasciste.
Nonostante tutto questo, oggi, Valerio Fioravanti è fuori dal carcere, libero, e nel 2013 Francesca Mambro sarà una cittadina in libertà vigilata. Fuori dal carcere ovviamente. Una vicenda italiana, legata alla stragi, come in Italia lo sono state di consuetudine. Viva la Giustizia.
(Giuliano Bugani)

La staffetta per ricordare        
Come da tradizione domenica passerà da Imola la staffetta podistica “Insieme per non dimenticare la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980”, che parte da San Marino nella mattinata di sabato per arrivare poi a Bologna nel tardo pomeriggio di domenica. Ad Imola arriverà alle ore 13.40 circa di domenica 29 luglio per poi ripartire alle ore 14.10 circa. I partecipanti alla staffetta verranno accolti e salutati, nell’androne del palazzo Comunale, dall’assessore allo Sport, Luciano Mazzini, a nome dell'Amministrazione Comunale. Lo stesso Mazzini donerà ai partecipanti alla staffetta, per il Comitato organizzatore, una targa in memoria della strage. A sua volta il comitato podistico imolese offrirà ai podisti un piccolo ristoro; gli atleti saranno scortati da una pattuglia della Polizia Municipale per tutto il corso del tratto imolese della staffetta.
Giovedì 2 agosto, inoltre, alle ore 18, nel giardino “Vittime della strage del 2 agosto 1980” (angolo via Villa Clelia, Don Cortini e Lolli) si terrà la cerimonia commemorativa, con deposizione di una corona alla lapide a ricordo delle vittime della strage. Alla cerimonia, organizzata dal Comune, parteciperà, fra gli altri, il sindaco Daniele Manca.


Un altro troncone della staffetta percorrerà la valle del Senio. Le amministrazioni comunali di Casola Valsenio e Riolo Terme, il gruppo podistico Avis Castel Bolognese – Casola Valsenio, l'Anpi e la pro loco di Riolo invitano i podisti a partecipare domenica 29 luglio alla tappa Casola Valsenio – Riolo Terme (12,5 Km) con partenza dal municipio casolano alle ore 9,30. Nella città d'acque della collina faentina invece, attorno alle 11.20 quando la staffetta proveniente dal paese delle erbe si unirà con quella proveniente dalla Strada provinciale Monticino-Limisano, verrà allestito un punto ristoro in corso Matteotti, realizzato dall'Amministrazione comunale riolese in collaborazione con la Pro loco e l'Anpi, per i partecipanti alla staffetta podistica.

La manifestazione
Il 2agosto il corteo partirà alle 9.15 da piazza Nettuno per arrivare a piazza Medaglie d’Oro dove alle 10.10 si terrà la manifestazione commemorativa. Come ogni anno, una delegazione della Cgil imolese prenderà parte alla manifestazione per ricordare il 32° anniversario della strage alla Stazione.
“Partecipare alla manifestazione di Bologna – commenta Elisabetta Marchetti, segretaria generale Cgil Imola – è un segnale importante per continuare a testimoniare l’impegno e la volontà di una battaglia civile volta ad affermare la verità e la giustizia e per onorare la memoria delle vittime”.