Imola. “Acqua di Terra/Terra di Luna”, il festival teatrale che si svolgeva tra Imola e la Vallata del Santerno ha chiuso defintivamente il sipario dopo 12 anni di attività. Tra le tante prese di posizione vi è anche questa lettera aperta di Tilt ai sindaci del circondario imolese”. Il Tilt, che ha supportato in questi anni il festival dal punto di vista organizzativo, ha condiviso il suo intervento con 257 spettatori che nelle quattro serate dell’edizione 2012 (dal 25 al 28 luglio) hanno apposto firmato il documento.

La lettera aperta
La fine dell’esperienza del festival “Acqua di Terra/Terra di Luna”, la cui ultima edizione si è svolta a Borgo Tossignano e Imola in questo luglio 2012, rappresenta a nostro parere una netta sconfitta della Cultura.
Che siano tempi magri per il nostro Paese lo sappiamo tutti. Che se ne esca con il coraggio della resistenza, noi di Tilt ne siamo convinti, e per questo continueremo a investire le nostre energie sul territorio.
Purtroppo ci sembra che momenti di offerta culturale alta, quali erano quelli proposti dal festival diretto da Stefano Randisi ed Enzo Vetrano, avranno sempre più difficoltà a trovare spazio, mentre altri continuano e continueranno ad avere udienza, cioè audience, secondo una tendenza che mortifica l’intelligenza, il gusto, la voglia di scoprire e di mettersi in gioco, di sconfiggere la pigrizia e la rassegnazione rispetto ai mass media più pervasivi.
Non sta a noi, che fin dall’inizio abbiamo in diversi modi collaborato con il festival, ricordare come nel corso di dodici anni vari luoghi della Vallata del Santerno videro la presenza di artisti di grandissimo livello, cui magari più tardi venne il riconoscimento della scena nazionale. Senza dire dell’occasione offerta alle prove di attori e gruppi esordienti, e della scuola di arte e di vita che furono i laboratori teatrali, musicali e di scrittura.
Fu un modo emozionante e insolito di conoscere angoli nascosti della nostra collina: non solo natura, ma anche vecchi mulini, borghi semi-abbandonati, dove accanto agli abitanti del posto si spinse un pubblico curioso, numeroso ed eclettico.
Ora, dal momento che i Comuni di Castel del Rio, Fontanelice e Casalfiumanese non danno più sostegno al festival, lo spirito dell’iniziativa viene meno. A memoria futura il dépliant del 12° festival annota con puntualità luoghi ed eventi. Ciascuno potrà valutare.
Una stagione finisce, ma molto è stato seminato e molto rimarrà. Su questo abbiamo pochi dubbi.
Offriamo queste scarne riflessioni a chi governa il territorio e chiediamo ai cittadini che hanno in questi anni apprezzato il festival di condividere con la loro firma questa presa di posizione dell’associazione culturale Tilt (Trasgressivo Imola laboratorio teatro).


Il saluto dei lettori