Imola. L’attrice e cantante Paola Contavalli e lo scrittore Antonio Castronuovo sono i destinatari della Lucerna d’Oro, il premio voluto dall’associazione “I Portici”. I diplomi in carta pergamena motivano il riconoscimento proposto orgogliosamente a due imolesi di nascita o di adozione che si sono particolarmente distinti in ambito culturale e dello spettacolo.
“Intelligente ed elegante interprete della Cultura e della Tradizione, possiede la capacità di trasmetterci con parole e musica, le emozioni della memoria che sono le radici del futuro”. Nel conferire il premio a Paola Contavalli, l’assessore alla Cultura Valter Galavotti, ha affermato: “la cultura è un campo vastissimo – dalla musica al teatro, alla letteratura, alla poesia, dalla pittura alla scultura e a tante nuove discipline – e noi abbiamo voluto esplorare questo campo con molta libertà, riconoscendo delle competenze e delle professionalità.  E poi è ora di finirla con il fatto che persone che hanno avuto dei percorsi culturali importanti debbano essere riconosciuti solo post mortem. Paola ha respirato un’aria straordinariamente ricca di musica e talento, di gusto artigianale per fare le cose, essendo figlia e nipote di grandi liutai riconosciuti in tutto il mondo. Ricordo ancora lo stupore delle persone durante la visita al laboratorio artigianale in occasione delle prime due edizioni di ‘Imola in musicaì. Primo Contavalli è stato protagonista, non solo della vita economica della città, ma anche della sua vita politica e civile. E Paola, oltre all’amore per la musica, possiede anche un profondo senso sociale che ha caratterizzato tutto il suo lavoro straordinario e meritorio sulla canzone popolare, politica, e sulla canzone come testimonianza della civiltà di un popolo. E’ il lavoro di una ricercatrice, di una studiosa che l’ha portata in giro per il mondo, dove ha ottenuto riconoscimenti ovunque”.
“Per il mio lavoro svolto – ha aggiunto Paola Contavalli -, mi sembra di avere cominciato ieri l’altro, quindi interpreto questo premio come uno stimolo a continuare, seguendo sempre questa angolatura rivolta al sociale. Uno stimolo a migliorare: dopo 39 anni di questo lavoro, mi sento ancora un’apprendista. Come cita quel detto imolese che la Fondazione ha fatto proprio: ‘ci andiamo dietro’”.
“Sa parlare dell’Attualità e della Tradizione con sensibilità e ironia, interpretando al meglio il concetto di Cultura. Raffinato narratore, ha la capacità di avvincere il lettore con una sapiente miscela di Verità e Sogno”. Così Valerio Berardi ha presentato Antonio Castronuovo. “Amo molto la storia medievale e stasera vorrei proporvi un personaggio nuovo ‘Guidarello da Castronuovo’ – ha continuato Bernardi -. Guidarello, grande condottiero di Ravenna, ha dato il nome a un prestigioso premio per il giornalismo d’autore che nel 2011 è stato conferito ad Antonio Castronuovo grazie ai suoi articoli pubblicati su riviste come ‘Il caffè illustrato’, ‘Belfagor’, ‘L’indice’, ‘Il lettore di provincia’ e ‘La Piè’ la più antica rivista di cultura romagnola, fondata da Aldo Spallicci nel 1920, di cui è direttore. Antonio è come un brillante che, a seconda di come lo si guarda sotto la luce, ha una sfaccettatura e una brillantezza diversa. I suoi interessi letterari e storici sono rivolti in particolare alla cultura francese, ma non manca una ricerca approfondita per gli eventi storico-letterari della città di Imola avvenuti durante il secolo appena trascorso. Il futurismo per Castronuovo è il ponte che unisce la tradizione alla modernità; così ha pubblicato studi sulla presenza di questo movimento a Imola, Lugo, Ravenna e Rimini, collaborando a organizzare le mostre di San Marino, Ravenna e Lugo”.
“Un ringraziamento particolare alla Fondazione – afferma Castronuovo -, senza la quale io e Paola avremmo la lucerna, però senza l’oro zecchino che la ricopre. So quanto viene apprezzato questo riconoscimento fra gli imolesi e quindi sono molto felice di riceverlo. Dirigo ‘La Piè’ da dieci anni e fu per me una cosa molto casuale nata da problemi sorti con la fondazione forlivese della rivista, pubblicata poi dalla casa editrice La Mandragora che mi chiese appunto di prenderne la direzione. A posteriori devo dire che è stata un’esperienza molto divertente che mi ha aperto tantissime porte e mi ha dato tante possibilità. Quando presi la rivista, ero profondamente convinto che, giunta qui a Imola alla periferia della Romagna, dovesse finire, non potendo stare unita ad uno strumento così antico e importante che aveva avuto il suo cuore nella parte più a Est della Romagna.  Poi mi sono accorto della forza che c’è dietro questa rivista. Un montanaro mi citò una volta questo proverbio: ‘Una ghianda vera la vince sempre su una quercia di cartone’. Dovendo gestire gli intellettuali di Romagna ho avuto la conferma che questa terra è veramente un pollaio in cui ci sono più galli che galline”. Ha consegnato il premio, per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, sponsor della manifestazione, Felice Ginnasi.
La serata ha riservato anche una grande appendice musicale con la fisarmonica di Gabriele Zanchini che ha  accompagnato la coinvolgente interpretazione di Elena Bucci. I due artisti hanno proposto in prima nazionale il “Concerto per donna sola”, riuscendo a trasmettere al pubblico, in un crescendo di emozioni, il significato di una solitudine che scava nell’animo umano come l’acqua nella roccia, dando la sensazione di sentirsi sospesi dal mondo, qualunque sia la ragione che l’ha prodotta: una solitudine cercata e voluta, subita e maledetta, oppure, per quanto possibile, ignorata.

I premiati delle precedenti edizioni
2005: Giuliana Zanelli e Carmen Ravanelli, rispettivamente storia locale e storia dell’arte della ceramica
2006: Nazario Galassi, storico e Tonino Dal Re, pittore
2007: Lora Gallotti per il Circolo della Musica e Germano Sartelli, scultore
2008: Ivana Tosini, cantante lirica non conosciuta quanto meriti, e il Gruppo Canterini e Danzerini Romagnoli con Marco Mingotti
2009: Liliana Vivoli, storia locale e Franco Scala, ideatore della prestigiosa Accademia pianistica
2010: Maurizio Brusa che ha dedicato la sua vita alla poesia e Tomaso Lama, grande chitarrista jazz
2011: Massimo Montanari, storico dell’alimentazione e Massimo Mercelli, musicista e ideatore dell’Emilia Romagna Festival.